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Vetta Monte Meta

Il Monte Meta (2242 m) è una delle maggiori cime dell’appennino abruzzese compresa all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Qui si ha la possibilità di osservare camosci, gracchi corallini e coturnici sui pascoli di quota.

È situata sul confine tra Lazio, Abruzzo e Molise: tra i comuni di Alfedena (AQ), Picinisco (provincia di Frosinone) e Pizzone (provincia di Isernia, ai suoi piedi si trova il Passo dei Monaci (1981 m. s.l.m.). Conosciuta più spesso con la denominazione al femminile la Meta, dà il nome ad una catena montuosa detta Monti della Meta che dal Valico di Forca d’Acero procede verso la Valle di Comino meridionale e digrada nelle valli del Liri e del Volturno prendendo il nome di Mainarde nelle cime più basse e più meridionali.

Quando si giunge al cospetto del Monte Meta si rimane incantati e affascinati dalla bellezza del paesaggio. I fianchi boscosi lasciano spazio a verdi campi carsici e ripide pareti rocciose. Un ambiente aspro e selvaggio reso ancora più speciale dal canto delle coturnici e dal volo silenzioso dell’Aquila reale.

Arrivati in vetta il panorama diviene spettacolare. Lo sguardo può spaziare sulle principali catene montuose dell’Appennino e, nelle giornate terse, oltre il Monte Cassino è possibile osservare il mare.

L’area del Monte Meta si caratterizza per la presenza di una particolare concentrazione del Camoscio appenninico. Il Camoscio insieme con l’Orso bruno marsicano ed il Lupo, rappresenta la peculiarità faunistica più preziosa del Parco e dell’intero Appennino e la popolazione presente in queste aree è oggetto da tempo di una particolare attenzione da parte del servizio scientifico, volta alla sua salvaguardia. Durante il periodo estivo pertanto il percorso può essere regolamentato e non di libero accesso.

Camminando silenziosamente e con rispetto sarà possibile scorgere uno dei branchi storici di Camoscio appenninico, pascolare indisturbato tra dolci doline e aspre pareti.

 

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