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Castel Sant’Elmo Napoli

Castel Sant’Elmo domina Napoli dall’alto della collina del Vomero

Sulla collina del Vomero, a ben 250 m sopra il livello del mare, si erge fiero e maestoso Castel Sant’Elmo, che domina Napoli dall’alto. É da questa imponente fortezza che si può ammirare un panorama mozzafiato sul golfo di Napoli e tutta la città.

Nell’antichità Napoli è stata l’unica città al mondo a vantare ben 7 castelli. Il più esteso tra questi è proprio Castel Sant’Elmo, una roccaforte costruita per proteggere Napoli dagli attacchi provenienti dal mare e non solo.

Se vuoi scoprire Napoli, Castel Sant’Elmo è una tappa obbligatoria. Da questa bellissima fortezza, potrai ammirare una delle vedute panoramiche più belle di tutta la città di Napoli.

Una volta arrivati in cima, potrai godere di una vista senza eguali, scorci unici ed incantevoli che tolgono il respiro. E là, dove lo sguardo si perde all’orizzonte, che le emozioni prendono il sopravvento e ci regalano momenti indimenticabili.

Questo posto incantevole ha infatti un forte potere evocativo, che pochi altri luoghi al mondo hanno. Visitarlo ti sorprenderà.

Come raggiungere Castel Sant’Elmo

Castel Sant’Elmo si può raggiungere in diversi modi. Noi ti consigliamo una passeggiata nell’elegante quartiere residenziale del Vomero. Puoi prendere la metropolitana Linea 1 e scendere alla fermata Vanvitelli e da qui, in 10 minuti a piedi raggiungerai la fortezza.

Al termine del cammino, pronti ad accoglierti, troverai un’enorme piazza, un grosso orologio che segna il tempo in modo singolare, ed il cortile del castello.

La posizione strategica, arroccata sulla collina, la pianta a stella a 6 punte e l’ampio fossato che lo circonda, hanno reso Castel Sant’Elmo un possedimento inespugnabile e molto ambito.

Si tratta di una fortificazione molto antica, ricavata dal tufo giallo napoletano, una roccia viva che dona un colore unico e luminescente a tutta la struttura.

Il fascino di Castel Sant’Elmo è però proprio la possibilità di godere di un panorama unico ed incantevole. Potrai ammirare dall’alto l’immensità di Napoli, il mare, il Vesuvio, il suo golfo. Lo sguardo si perde fino a raggiungere Ischia.

Da questo belvedere, puoi riconoscere anche la famosa Spaccanapoli. La strada che idealmente divide in due la città antica di Napoli.

La storia di Castel Sant’Elmo

La storia di Castel Sant’Elmo è una storia molto travagliata, ed a tratti misteriosa.

Castel Sant’Elmo è un castello medioevale realizzato intorno al 1300. Nel 1325, Roberto d’Angiò, detto il Saggio, commissionò agli architetti Tino da Camaino e Francesco de Vito, la costruzione di un palazzo, il Palatium castrum, sulla sommità della collina di Sant’Erasmo.

In origine, il suddetto castello è stato costruito sulle ceneri di una torre d’osservazione normanna, chiamata Belforte. L’edificio divenne un enorme palazzo, che ospitò il Re e la sua corte.

Il nome di Castel Sant’Elmo deriva proprio dalla collina dove è situata la fortezza, la collina di Sant’Erasmo (da cui Eramo, Ermo e poi Elmo). Nello specifico Erasmo di Formia fu il santo protettore dei marinai e dei malati di stomaco.

I lavori del castello si protrassero fino al 1343, sotto il regno di Giovanna I d’Angiò, rimanendo di proprietà della famiglia fino al 1416.

Durante la sua storia il castello fu protagonista di numerosi assedi, per la sua posizione di controllo sulle strade di Napoli. Divenne obiettivo militare, soprattutto durante la contesa tra spagnoli e francesi, per la conquista del Regno di Napoli.

Tra il 1537 e il 1547 il Viceré spagnolo Don Pedro De Toledo, su sollecitazione dell’imperatore Carlo V, ricostruì Castel Sant’Elmo.

Venne trasformato in fortezza difensiva ed assunse l’attuale pianta stellare a sei punte. Castel Sant’Elmo è l’unico castello al mondo ad avere una pianta a sei punte.

Questa struttura, adattandosi alla forma della collina, consentiva ai cannoni di sparare in ogni direzione.

Il progetto realizzato divenne infatti una fortezza invincibile: ben 60.000 mq di terreno, protetti da migliaia di tonnellate di mattoni, cemento ferro e piombo, e mura talmente spesse da essere impossibili da abbattere.

Purtroppo però nel 1587, un fulmine colpì il deposito di polveri da sparo del castello. Fece saltare in aria buona parte della fortezza, uccidendo 150 uomini.

L’incendio distrusse completamente la chiesa di Sant’Erasmo, gli alloggi militari, la palazzina del castellano e provocò anche danni alla città.

Fu l’architetto Domenico Fontana a ricostruire l’edificio, tra il 1599 ed il 1610.

Successivamente tra il Seicento ed il Settecento il castello divenne un carcere, luogo di torture e violenze. Ospitò negli anni diversi personaggi illustri. Il primo in assoluto fu il filosofo Tommaso Campanella, accusato di eresia, seguito da Giovanna di Capua, principessa di Conca.

Nel 1799 fu colpito dai moti rivoluzionari. Fu espugnato dal popolo ed assediato dai repubblicani, che proclamarono nella Piazza d’Armi la Repubblica Napoletana.

Castel Sant’Elmo, dopo il crollo della repubblica, tornò ad essere ancora prigione. Vi furono rinchiusi i patrioti della rivoluzione napoletana: Giustino Fortunato, Domenico Cirillo e Luisa Sanfelice. Restò carcere militare fino al 1952.

Castel Sant’Elmo oggi

Solo negli anni ’80 del Novecento, Castel Sant’Elmo diventò una struttura di interesse culturale e museale. Dal 1982, l’intero complesso monumentale è stato affidato alla custodia della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli, che ha eseguito importanti lavori di restauro, recuperando nuovi e moderni spazi espositivi. Venne finalmente aperto al pubblico il 15 Maggio del 1988.

Da allora Castel Sant’Elmo è un polo culturale di eccellenza della città di Napoli, e dal 2014 è Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Attualmente Castel Sant’Elmo ospita un museo permanente: il “Napoli Novecento, 1910-1980”. Raccoglie le opere realizzate da artisti napoletani nel XX secolo (sculture, dipinti e sperimentazioni grafiche). Ricordiamo Carlo Alfano, Enrico Baj, Francesco Clemente, Fortunato Depero, Vincenzo Gemito, Emilio Greco, Emilio Notte, Mimmo Paladino.

É sede di mostre temporanee d’arte contemporanea, fiere, manifestazioni, festival e rassegne teatrali e musicali.

Cosa vedere a Castel Sant’Elmo

Iniziamo il nostro Tour alla scoperta di Castel Sant’Elmo. Cosa possiamo vedere? La visita di Castel Sant’Elmo impiega circa un paio d’ore, ad un prezzo assolutamente accessibile.

Per accedere al castello bisogna attraversare un piccolo ponte levatoio, schermato da mura laterali nelle quali si aprono ben 12 feritoie per ciascun lato. Queste fessure assicuravano la difesa alle guardie del ponte levatoio, qualora fossero state attaccate prima di riuscire a chiudere il ponte.

Proseguendo si trova la cosiddetta Grotta dell’Eremita. É una caverna che avrebbe ospitato in tempi antichissimi un anacoreta. Si tratta di una figura religiosa, quasi mitologica, che aveva abbandonato la società, ritirandosi in solitudine. Si dedicava completamente alla meditazione, alla preghiera ed alla vita ascetica.

Degno di nota, sul portale d’accesso, è posizionato lo stemma imperiale di Carlo V, con l’aquila bicipite asburgica e un’epigrafe. L’iscrizione in marmo commemorava il suo regno ed il periodo vicereale di Pedro di Toledo, marchese di Villafranca.

Dopo aver oltrepassato un ponticello, costruito dopo la prima guerra mondiale, troverete un secondo ingresso. Qui è stato apposto un cancello a ghigliottina moderno, realizzato nello stile dell’epoca.

Superato anche questo passaggio, inizia la rampa finale di ingresso al castello. Lungo il percorso potrete notare le carceri dei prigionieri comuni ed illustri.

Non solo. Durante la salita, dalle feritoie, dalle grate di ferro e dagli scavi difensivi nel tufo, si possono scorgere visuali diverse ed uniche della città.

In cima alla fortezza si sviluppa la grande Piazza d’Armi. Qui si ergono da un lato la Torre del Castellano, usata in passato come alloggio del comandante del castello, e dall’altro la piccola chiesa dedicata a Sant’Erasmo, costruita nel 1547. Dietro l’altare vi è la tomba del castellano Don Pedro di Toledo e quelle di altri suoi famosi successori.

Al di sotto del piazzale ci sono due enormi cisterne, che assicuravano l’approvvigionamento di acqua in caso di assedio.

Sulla sinistra della torre è possibile prendere una piccola rampa di scale, che vi consentiranno di raggiungere la terrazza della fortezza, la parte più alta del castello.

E’ da qui che potrete ammirare uno dei panorami più belli della città, con vista a 360°sul centro e il golfo di Napoli. Potrete esplorare tutto il percorso perimetrale del castello, per godere di questa meravigliosa vista e scattare meravigliose fotografie.

Consigliamo inoltre, per arricchire la visita, di partecipare agli eventi ed alle attività culturali che propone. Vi consentirà di cogliere l’anima e l’essenza di questo luogo, unico nel suo genere, tra un passato doloroso ed futuro che evoca il cambiamento.

 

 

 

 

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