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Nel bosco di Zaro, misticismo a Ischia

Tutti mi avevano detto: se vai a Ischia devi assolutamente andare a vedere il tramonto sulla terrazza Zaro!
Il belvedere di Zaro, a picco sul mare, permette di godersi uno spettacolo sublime… Lo sguardo spazia dalla spiaggia di San Francesco a quella di Chiaia sino alla Chiesa del Soccorso, che la sera illuminata dal faro fa da protagonista di tramonti unici e sempre diversi a seconda delle stagioni e delle condizioni metereologiche. Al crepuscolo è possibile immortalare la cosìddetta “ora blu”. Tutto vero, tutto molto bello e suggestivo ma… nessuno mi aveva parlato del bosco di Zaro, che neppure nelle mie ricerche su Google avevo trovato come località da visitare.
La prima volta che ne ho sentito parlare è stato sulla motonave mentre facevo il giro dell’isola. Altra esperienza da fare ma vi consiglio di scegliere una barca piccola e di leggere bene cosa verrà offerto ai passeggeri durante il percorso. Sulla motonave, ad esempio, tra un bagno e l’altro viene offerto un panino tipico napoletano detto anche panuozzo (panino gigante farcito con salame cotto napoletano, mozzarella, friarielli e peperoni) che vi può mettere ko per tutto il giorno!

Ebbene con il panino indigesto nello stomaco ho ascoltato una esuberante signora romana, decisamente sopra le righe, insomma uno di quei personaggi che vogliono essere sempre al centro dell’attenzione che senza che qualcuno le avesse chiesto nulla ha detto “io posso essere una testimone: quando sono andata nel bosco di Zaro ho sentito una musica dolcissima, non c’era nessuno lì, lo giuro!, eppure io ho sentito una musica dolcissima. Poteva venire solo da LEI ed era per me per darmi coraggio”. Nessuno le ha risposto o chiesto altro…
Pochi giorni dopo un’altra signora, incontrata alla visita del Museo Rizzoli, mi  ha detto “deve andare nel bosco di Zaro e seguire le indicazioni Madonna di Zaro. E’ un posto speciale che merita” e così la curiosità  mi ha fatto scoprire La Madonna di Zaro.
Il giorno dopo ci inoltriamo nel bosco e troviamo l’indicazione “Madonna di Zaro” e arriviamo in uno spiazzo allestito come una chiesa all’aperto.
Ci siamo trovati in un ambiente unico: c’è un silenzio mistico, l’altarino è semplice, adornato con molti fiori e ceri accesi. Si vede che il luogo è frequentato, ora però c’è solo una signora inginocchiata. Aspetto che finisca di pregare e le chiedo: “ma cos’è questo posto?” E’ una persona gentile ed educata, non mi guarda come una miscredente ma con l’aria più tranquilla e serena mi dice “questo è il posto dove appare la Madonna, non lo conosceva?”  “dove appare la madonna??” penso…ma non oso parlare e lei mi racconta la storia.
Nel 1993 un giorno due fratelli, Paolo e Luigi, si inoltrarono nel bosco alla ricerca di un luogo solitario per pregare, si fermarono su questa radura e gli apparve la Madonna. Ai due fratelli si unirono poi Imma, Marianna e Simona e il luogo fu dichiarato luogo benedetto. I ragazzi dalla Madonna, che a loro appariva, ricevevano dei messaggi e loro li trasferivano seduta stante a tutti i fedeli lì radunati. La voce si diffuse prima nell’isola e poi in tutta l’Italia: arrivarono tantissimi fedeli e anche i giornalisti e i ragazzi incominciarono a rilasciare interviste facendo preoccupare molto la Chiesa.
Nel 1995 Angela e Simona ebbero la visione della distruzione di due torri: quando chiesero alla Madonna dove si trovassero videro l’immagine della statua della libertà. Diversi anni dopo ci fu l’attentato alle Torri Gemelle. Dopo quella visione intervenne il vescovo e affidò al parroco di Lacco Ameno il compito di custodire i messaggi, alcuni troppo gravi per essere divulgati.  

Del gruppo ora sono rimaste solo Angela e Simona e uno  dei due fratelli è diventato sacerdote.

Da allora l’8 e 26 di ogni mese moltissimi fedeli si recano nel bosco per pregare e per assistere alle apparizioni. 

Sembra che sia molto suggestivo il momento dell’apparizione. Mentre tutti i fedeli pregano dicendo il rosario d’un tratto il volto delle due veggenti si trasforma, vengono così prese da un’estasi mistica e prone a terra restano in adorazione e in ascolto. Raccontano che davanti ai loro occhi appare una sfera di luce che dall’alto si posa sospesa sulla pietra e loro vedono una dolce fanciulla che a volte trasmette loro dei messaggi o delle visioni.

Ho scoperto così che abbiamo anche noi la nostra Medjugorje, in una località bellissima, facilmente raggiungibile dove non c’è business e marketing, nessuno che cerchi di venderti immaginette o rosari.  

Dopo una giornata al mare prima di godersi il tramonto dal belvedere Zaro una passeggiata nel bosco merita veramente.

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