Borgo di Molina sui Monti Lessini

Molina deriva il suo nome dalla presenza, in passato, di numerosi mulini azionati dalla forza idraulica di varie sorgenti, le stesse che danno luogo alle meravigliose cascate del Parco.

La più antica testimonianza di un centro abitato a Molina e delle sue origini legate all’attività molitoria risalgono al 6 Settembre dell’anno 910 d.C. quando re Berengario I sanciva con un diploma regale che Bertelo, suo fedelissimo, prendesse possesso dei campi, delle vigne, dei pascoli e dei corsi d’acqua, dei boschi e degli operosi mulini di questo territorio.

Visitare Molina è l’occasione per prendersi una pausa rilassante in mezzo alla natura, scoprendo paesaggi indimenticabili: il paese è immerso nel verde, al centro di tre valli profondamente incassate tra ripidi versanti boscosi e vertiginose pareti di roccia nuda.
Il paese conserva intatte ancora oggi le caratteristiche di un antico borgo medievale ed offre i più svariati esempi della tipica architettura della Lessinia occidentale, realizzata in conci e lastre di Scaglia Rossa, la roccia sedimentaria estratta nelle cave locali.

La Malga Turnaria

La malga è un edificio adibito alla lavorazione del latte e al commercio dei suoi derivati, diffuso soprattutto nelle zone di montagna. Ne esistono due tipologie: la malga d’alpeggio e quella turnaria.
A Molina è presente una malga di tipo turnario istituita nel 1879. L’aggettivo indica un tipo di organizzazione sociale condivisa: tutte le mattine ogni socio doveva portare in malga il latte delle proprie mucche, che veniva lavorato a turno per ottenere il formaggio. In origine questa struttura era ubicata nell’area dietro la chiesa ma nel 1958 venne spostata sulla strada per Cerna.
All’interno vi sono due stanze: la prima, chiamata “logo del fogo” (luogo del fuoco), è l’ambiente in cui si produce il formaggio. L’altra stanza, detta “logo del late” (luogo del latte), è utilizzata come deposito del latte appena munto che, raccolto in appositi contenitori (i “masteloni”), era lasciato riposare una notte per permettere l’affioramento della panna, usata anche per produrre il burro.
L’attività era regolata da uno statuto, che prevedeva il rispetto di precise norme amministrative e igieniche. La malga rimase in funzione per circa un secolo e chiuse nel 1981. Solo tre anni prima, nel 1978, contava ben diciotto soci.

L’edificio è stato recentemente ristrutturato e adeguato alla normativa vigente per rendere possibile il suo utilizzo a fini didattici.

La malga è visitabile per i gruppi su prenotazione.

Dove Mangiare

Proprio in paese c’e’ il ristorante la Creta. Personale gentile e disponibile e piatti veramente buoni in una terrazza immersa nella natura.

Video presentazione

Foto gallery

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