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Oasi WWF Il Verneto

L’Oasi WWF Il Verneto è un bosco planiziale puro di ontani neri, presenza relitta e ormai scomparsa in tutta la Pianura Padana. L’Oasi si trova all’interno di un Sito d’Importanza Comunitaria (SIC IT1170005) nel Comune di Rocchetta Tanaro (At). L’area dell’Oasi occupa circa 3 ettari. Al Verneto gli alberi non vengono tagliati da oltre 60 anni e alcuni esemplari sono di dimensioni impressionanti. La zona più pregiata del bosco è stata acquistata con i fondi dell’operazione Beniamino.

a cura del WWF; la zona più pregiata del bosco è stata acquistata con i fondi dell’Operazione Beniamino e successivamente sono state aggiunte altre porzioni, grazie a convenzioni e donazioni.
Attrezzature: Per evitare di danneggiare il delicato equilibrio del biotipo non sono previste attrezzature.

È presente un sentiero intitolato a Giacomo Bologna [Braida] che parte dall’antica chiesa di Santa Maria di Flexo, comunemente denominata “chiesa delle Ciappellette”, e si snoda in gran parte lungo un tracciato a mezza costa nell’appezzamento messo a disposizione dalla famiglia Bologna, titolare della famosa azienda vinicola. Il sentiero per lunghi periodi dell’anno risulta impraticabile.

Bosco planiziale puro di ontani neri (Alnus glutinosa), relitto di una antica flora presente su un paleoalveo del Tanaro, documentato fino dall’anno 1100 circa. Questo tipo di ambiente è praticamente scomparso in tutta la pianura padana ed è tutelato nella direttiva “Habitat 2000” dell’Unione Europea. Gli alberi non vengono ceduati da oltre 60 anni e alcuni esemplari sono di dimensioni impressionanti. Il terreno intriso d’acqua o parzialmente allagato ospita un sottobosco peculiare, costituito da una fittissima distesa di carici, giunchi ed equiseti. La Fauna annovera tra i mammiferi il moscardino, il ghiro, il toporagno, tra gli uccelli tre specie di picchio: muraiolo, rosso maggiore e verde, il migliarino di palude, lo scricciolo, tra gli anfibi il tritone comune e il tritone crestato. Molto importante è l’entomofauna, con una grande quantità di specie di libellule e specie notevoli di coleotteri carabidi. Nel luglio 2002, a seguito di tutta la documentazione scientifica prodotta dal WWF, tutto il biotopo (circa 20 ha) è stato segnalato dalla Regione Piemonte al Ministero dell’Ambiente per l’inserimento nei SIC (= siti d’interesse comunitario) della rete “Bioitaly”: un riconoscimento prestigioso, primo passo per la creazione di una Riserva Naturale Speciale inquadrata nel contesto dei parchi regionali piemontesi.

Tra le numerose specie censite va segnalata la presenza di Dyschiriodes importunus, coleottero bruno scuro, lungo 3-4 mm, conosciuto fino ad oggi di poche località dell’Italia centromeridionale, legato a lagune costiere salmastre.

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