Valle delle Sfingi in Lessinia

La Lessinia orientale in comune di Velo è ricca di peculiarità simbolo del Parco Naturale Regionale della Lessinia quali la Valle delle Sfingi.

Trattasi di una valletta lunga circa 800 metri, che si sviluppa da Nordest a Sudovest e dove sono presenti numerosi monoliti di roccia le cui forme prendono origine dalla particolare erosione che in migliaia di anni gli agenti atmosferici hanno esercitato sulle litologie calcaree.

All’apparenza simili a sculture fatte dall’uomo, queste rocce sono in realtà opera della natura. Gli “scultori” qui sono stati in realtà gli agenti atmosferici che hanno eroso le litologie calcaree per secoli conferendogli questa caratteristica e strana forma finale.

I monoliti in calcare che caratterizzano la valle sono dovuti al fenomeno del carsismo causato dall’azione erosiva dell’acqua che scioglie il carbonato di calcio delle rocce calcaree. In particolare, nella Valle delle sfingi i monoliti si sono originati per l’erosione e la disgregazione di due tipi di calcare: Rosso Ammonitico e Oolite di San Vigilio. Nel tempo queste rocce si sono modellate e ora si trovano allineate in modo longitudinale sul fondovalle e distanziate tra loro.

Valle delle Sfingi come arrivare

Il punto di partenza per un’escursione alla scoperta della Valle delle Sfingi è Camposilvano. Attraversando la piccola località, da Velo Veronese in direzione Malga San Giorgio, svoltare a destra in corrispondenza del noto “Fungo di Camposilvano”, abbandonando la strada principale per una sterrata che si apre si apre sulla destra, dove si può parcheggiare l’auto e partire per l’escursione.

Valle delle Sfingi percorso

Per raggiungere le sfingi in realtà non occorre necessariamente fare un trekking, ma una semplice passeggiata di circa 10 minuti senza particolari difficoltà con partenza vicina al centro del paesino di Camposilvano, in Lessinia.

Leggende

La Valle delle Sfingi è un luogo magico, ricco di storie e leggende, come quella legata alla particolare roccia a forma di fungo, noto anche come “el sengio de l’orco“. Secondo la tradizione, infatti, questo fungo venne portato quì da un orco per permettere alle fade (delle creature magiche) di legarvi un capo di corda per stendere il bucato. O come il “Fò della Pace“, un grande albero isolato dagli altri e così chiamato perchè sotto la sua ombra si risolvevano liti e si stipulavano contratti.

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