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Nella Valle dei terrazzamenti

Nella Valle dei terrazzamenti

La via dei terrazzamenti è un percorso di 70 km che congiunge Morbegno a Tirano che riserva sorprendenti spettacoli naturali con i muretti a secco che sostengono i terrazzamenti e che sono inseriti dall’Unesco nel Patrimonio dell’umanità.

La costruzione dei terrazzamenti iniziò nel Medioevo, ma la grande diffusione è successiva al 1500, con un grande impulso quando i Grigioni si impossessarono della Valtellina.

I muretti a secco

La costruzione del muro era quasi una tessitura. Ci si serviva di sassi più piccoli per tenere fermi quelli grossi in posizione orizzontale. Si procedeva così fino a completamento del muro, seguendo l’inclinazione del 20% (circa) verso monte. Il muretto generalmente aveva una larghezza di circa 60 cm in sommità e di circa 80-100 cm alla base e, una volta finito, costituiva una barriera per contenere la terra di riempimento. I muretti a secco sono testimoni di un antichissimo lavoro di viticultura che viene definita eroica. Qui si producono vini pregiatissimi quali il Sassella, l’Inferno e lo Sforzato ed Ermanno Olmi nel 2009 in “Rupi del vino” ha dedicato un documentario a questi luoghi resi unici dalla bellezza della natura unita al sudato lavoro dell’uomo.

La Via dei Terrazzamenti si può percorrere a piedi o in bici (anche a pedalata assistita poiché esiste una estesa rete di punti di noleggio e ricarica batterie).
Si può partire dal ponte di Ganda di Morbegno e si prosegue a mezza costa con un susseguirsi di filari, piccoli borghi. Tra Montagna in Valtellina e Poggiridenti zona della produzione dell’Inferno vi consigliano di salire sino a Castel Grumello che deve il suo nome al dosso roccioso (grumo) sul quale è stato costruito; in realtà si tratta di due castelli gemelli da cui si ammira un panorama unico della Valtellina.
Proseguendo la collina di Teglio ci mostra la torre de Li Beli Miri con la chiesetta di Santo Stefano, esempi di costruzioni medioevali che ci raccontano storie della presenza dei Templari a difesa del territorio e della cristianità.
Teglio è una tappa obbligata per i buongustai: si sostiene che solo qui si possano mangiare i veri pizzoccheri e qui si trova anche l’Accademia del pizzochero, nata per tutelare l’unicità del pizzochero di Teglio. Poco più avanti, a Bianzone, nella Tenuta La Gatta situata in un ex convento domenicano del Cinquecento potrete rilassarvi godendovi la visita guidata alle suggestive cantine d’invecchiamento e degustazione di vini docg.
Per i più sportivi la passeggiata continua sino a Tirano, sempre con spettacoli suggestivi e percorso più impegnativo.

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