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A Soncino, per riscoprire la storia delle filande e della seta

«Soncino, un paese che sembra un museo», scriveva il Corriere della Sera il 7 giugno 1979. L’impianto urbanistico e il paesaggio architettonico, stretti nell’antica cerchia muraria, fanno da sfondo e palcoscenico ad una storia originalissima e forse unica. Di questa lunghissima calvacata nei secoli si ripercorrerà solo l’ultima parte, quella che a partire dal XIX° secolo per arrivare ai primi decenni del XX°, ha visto la nascita e lo sviluppo dell’industria dell’allevamento del baco e della filatura della seta. Con più di cinque filande attive negli anni ’10 del secolo scorso e un corpo operaio di circa cinquecento donne, Soncino ha rappresentato un importante centro di sviluppo e produzione. Per onorare questa produzione tipica del cremonese, domenica 12 aprile 2015, riaprirà il Museo della Seta Enzo Corbani, con ingresso gratuito dalle 14:30 fino alle 17:00.

Per la riapertura, è previsto anche un percorso turistico/gastronomico, che si ripeterà ogni seconda e terza domenica del mese all’interno della Cascina e Agriturismo Didattico Sant’Alessandro (per info e prenotazioni, 0374 84176)

Un’occasione ghiotta per far scoprire gli antichi usi, gli attrezzi e le tecniche per l’allevamento dei cavaléer, quasi sempre fatti crescere in casa assieme ai pulcini e agli anatrini. Una scusa per iniziare ad esplorare Soncino e la riserva naturale dell’Oglio.

Info:
Ufficio Turismo del Comune di Soncino al 0374 83188, email turismo@comune.soncino.cr.it.

Indirizzo:
Ex Filanda Meroni, Largo Cattaneo 1, Soncino (CR)

ph.credit L.Mariotti, F.Merisi

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