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Le miniere dell’Elba: un’isola, mille colori

Vi abbiamo raccontato diverse volte i nostri viaggi all’Isola d’Elba. Dopo le spiagge più belle e la storia di Capoliveri oggi vi parliamo di miniere e minatori

Prima però qualche indicazione su come raggiungere l’Isola con i mezzi di trasporto.

Come raggiungere l’Isola

La stazione per raggiungere l’isola d’Elba è la stazione di Piombino Marittima, stazione che si trova direttamente sul porto di Piombino, il porto dal quale partono i traghetti Elba.
Dal sito di Trenitalia inserite la vostra stazione di partenza e, come stazione di arrivo, non inserite la stazione di Piombino Marittima ma la stazione di Campiglia Marittima. Iinserendo quella di Piombino Marittima non vedrete tutte le opzioni realmente disponibili. Con lo stesso biglietto del treno (senza alcun sovrapprezzo) è possibile raggiungere dalla Stazione di Campiglia il porto di Piombino in autobus. Quando arrivate con il treno alla stazione di Campiglia, uscendo dalla stazione troverete sulla vostra destra delle corsie dove fermano i bus che vi porteranno al porto. Prendete la “Linea Azzurra” o linea “02A” e nel giro di 20 minuti sarete sul porto di Piombino. È comunque possibile raggiungere il porto di Piombino in treno digitando sul sito Trenitalia come stazione di arrivo Piombino Marittima e vedere le soluzioni che vi saranno proposte, in alcuni orari l’attesa è minima o addirittura non ci sarà bisogno di cambiare treno.

Miniere e minatori

Torniamo al racconto della nostra amata Isola. All’Elba c’è una lunga tradizione di minatori che arriva da lontano.  Gli elbani hanno tolto molto alla terra, hanno preso molto dalle miniere, ma queste hanno anche restituito molto. Nel tempo infatti sono diventate una risorsa per i minatori prima, per i turisti dopo. E’ possibile passare in questi territori e scoprirli attraverso diverse esperienze di trekking che vi racconteremo nei prossimi articoli e grazie anche ai tour in miniera..

Miniere di Rio Marina

Il museo si trova nel centro del paese e dal museo minerario si sale fino ad arrivare alla cava, dove un tempo i minatori lavoravano per l’estrazione dei minerali. Qui si trovavano pirite e l’ematite. Il primo veniva chiamato l’“oro degli stolti” perché il suo colore poteva ingannare i più che lo scambiavano per il suo parente più prezioso, ma decisamente più raro. Dal Museo mineralogico di Rio Marina è possibile effettuare una visita al Parco Minerario a cielo aperto, la più antica miniera dell’Isola d’Elba (l’ingresso è possibile solo attraverso la visita guidata).  

Una bellissima esperienza che abbiamo avuto modo di provare più volte e che vi consigliamo.

Miniere di Rio Albano e il “famoso” laghetto rosso

Le aree estrattive Riesi erano due: le miniere di Rio che si trovano a nord-ovest rispetto al paese di Rio Marina e le miniere di Rio Albano situate a circa 10 chilometri più a nord lungo la costa a metà strada tra Rio Marina e la frazione turistica del Cavo.

L’area mineraria di Rio Albano, comprende i cantieri di Fornacelle, Monte Calendozio, Venezia, Puppaio e Pistello, mentre più a sud sulla base settentrionale del Monte Giove si trova il cantiere Le Conche, che è stato attivo dal 1940 al 1968, dove l’attività estrattiva si è svolta prevalentemente a cielo aperto.

Oggi visitando il cantiere Le Conche, è possibile ammirare lo spettacolare laghetto rosso, che si forma con le acque piovane che si depositano nei vecchi luoghi di estrazione e che a contatto con l’alta concentrazione di ossido proveniente dai minerali presenti nella zona, restituisce a queste intense e suggestive colorazioni.

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