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Costa Rica: tartarughe a gogò nel Parco del Tortuguero

L’appuntamento con Jairo, la nostra guida, è alle 21, davanti a Casa Marbella. L’ordine è stato tassativo: niente macchine fotografiche e niente torce. Così, per camminare nell’oscurità, dobbiamo arrancare dietro il suo passo veloce. E’ l’unico ad avere una fonte luminosa in mano.

Ci mettiamo dieci minuti scarsi a raggiungere il punto di incontro; ci sono almeno una ventina di altre persone, tutte in trepidante attesa di assistere a uno dei più incredibili spettacoli della natura.: la deposizione delle  uova da parte  delle tartarughe marine. Dopo un anno trascorso nell’oceano, ritornano infatti nel loro luogo natio per continuare il  ciclo vitale della specie. Qui, nel Parco nazionale Tortuguero,  in Costa Rica, sono di casa le tartarughe liuto e verde; da luglio in poi, sino a ottobre, le spiagge si trasformano in affollate nursery. E’ uno dei pochi posti al mondo nel nostro Pianeta, dove è possibile seguire in diretta questo straordinario evento.  “Tranquilli, stanotte ce ne sono tante, sarà impossibile non vederle”, ci rassicura Jairo, dopo aver parlato con i guardia parco. Sono collegati  via radio con i loro colleghi di pattuglia lungo  chilometri di spiaggia, per controllare che tutti fili via liscio e che quanto viene deposto faticosamente dai grandi rettili non diventi bottino dei bracconieri. Le uova sono purtroppo considerate afrodisiache e spuntano degli ottimi prezzi sul mercato clandestino.

Ogni guida ha non più di 7-8 clienti.  Aspettiamo che i guardia parco diano le indicazioni  su dove andare. Siano fortunati,  ci muoviamo  tra i primi! Il posto assegnato è qui vicino, riprendiamo il cammino, veramente per poco. Superiamo la vegetazione, siamo sulla spiaggia e quasi non inciampiamo su una grossa tartaruga verde.  Ci disponiamo a cerchio  attorno alla buca che ha scavato pochi minuti prima con le pinne, dopo avere arrancato risalendo la spiaggia.  Mi sembra di essere un voyoeur. A pochi centimetri dal sedere del rettile,  vediamo le uova cadere a intermittenza nel piccolo cratere. Jairo illumina ogni tanto la scena.  “Quando stanno deponendo, ci aveva spiegato prima, non vengono disturbate dalla luce; il problema è quando  le torce illuminano i rettili che escono dall’oceano  per deporre le uova o per fare un  semplice sopralluogo della zona dove, l’indomani, andranno a lasciare i loro preziosi frutti. Disturbate dalle luci e dalla presenza umana, se ne staranno nel mare, con il rischio che, non riuscendo più a trattenere le uova, le disperdano nell’acqua”. Sino a non molti anni fa, l’accesso alla spiaggia, durante il periodo riproduttivo, non veniva regolamentato, mettendo così a rischio l’esistenza stessa di questi animali.

Ce ne stiamo per un po’ in silenzio a osservare gli sforzi della tartaruga; poi Jairo richiama la nostra attenzione su un altro punto. Poco distante,  la luna illumina debolmente il traffico della spiaggia: c’è chi sale e chi scende. Due tartarughe , una verde e una gigantesca liuto.  La prima ha terminato il suo “dovere” e ritorna al sicuro nelle acque scure; l’altra  inizia la sua perlustrazione.  E’ veramente incredibile: il tutto succede a poche centinaia di metri dal nostro lodge,  nella spiaggia dove poche ore prima camminavamo allegramente sotto il sole.

Dopo una mezz’ora, in cui intercettiamo un’altra liuto in piena deposizione, Jairo ci riaccompagna verso casa. Attraversiamo il villaggio semi silenzioso; pur essendo sabato sera c’è poca confusione. Tortuguero è nato praticamente dal nulla; poche case e malridotte sino a qualche hanno fa. Poi le tartarughe hanno fatto la sua fortuna. Ora, grazie al loro ciclo vitale,  danno da vivere a circa 1500 persone che lavorano per consentire a turisti e viaggiatori di godersi questo spettacolo offerto gratuitamente dalla natura. Un bellissimo esempio di ecoturismo. Molti che prima erano bracconieri, ora sono guide (hanno formato un’associazione che ha gli uffici proprio dove  approdano le lance) e hanno tutto l’interesse che questo patrimonio naturale sia preservato e che nessuno disturbi gli animali.

Domani ci aspetta un altro piatto forte offerto dalla zona: la foresta. Pagaiando ci sospingeremo  tra i canali, scivolando con la canoa naso all’insù, per  vedere tra le fronde degli alberi bradipi, tucani, pappagalli, scimmie  e i tantissimi altri animali che vivono da queste parti.

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