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Parco naturale regionale Mont Avic

Fu il primo Parco naturale regionale della regione, dopo il Parco Nazionale del Gran Paradiso, creato nel 1989 ed ampliato nel 2003, è esteso tra il vallone di Champdepraz e la Valle di Champorcher, solcato dal torrente Chalamy, in posizione appartata rispetto alle grandi rotte turistiche valdostane. Le alte vette aguzze dei monti Avic (3003 metri), Iberta e Glacier (oltre i 3185 metri) separano il vallone di Champdepraz dalla valle di Champorcher. Nel parco è presente la più estesa foresta di pini uncinati (Pinus mugo subsp. uncinata) della Valle d’Aosta: oltre 980 ettari.

Il Parco è raggiungibile dall’autostrada A5 Torino – Aosta uscendo al casello di Verrès o al casello di Pont-St-Martin.Da Verrès ci si immette sulla statale n° 26 in direzione Aosta; si prosegue per circa due chilometri per deviare a sinistra e, superata la Dora Baltea, raggiungere Fabbrica, primo centro abitato di Champdepraz. Sul lato destro della strada regionale n° 6 si incontrano prima il Punto informativo e quindi la Sede amministrativa dell’Ente Parco. Si prosegue poi sino al capoluogo di Champdepraz, sede del Comune e del Museo comunale. La strada risale quindi il versante della montagna per poi entrare nel vallone del torrente Chalamy e terminare in località Chevrère, 10 km a monte di Fabbrica; qui si trova il Centro visitatori di Covarey, prossimo al punto di partenza di numerosi sentieri.Da Pont-St-Martin si prosegue sulla statale n° 26 in direzione di Aosta; a Bard, una rotonda consente imboccare sulla sinistra la strada regionale per Champorcher. Raggiunto questo comune, in località Castello si incontra il secondo Centro visitatori del Parco “Villa Biamonti”; si può poi proseguire prendendo un bivio sulla destra sino a Mont-Blanc e Remoran in inverno e sino a Dondenaz in estate.

Il Parco è prevalentemente interessato da affioramenti del Complesso piemontese dei Calcescisti con Pietre verdi (ofioliti del Complesso ultrabasico del Mont Avic prevalenti in Val Chalamy, calcescisti prevalenti in Val di Champorcher). Le ofioliti rappresentano un frammento del bacino piemontese di tipo oceanico, coinvolto nell’orogenesi alpina conseguente alla collisione continentale fra Africa ed Europa.

Il territorio del Parco, dal punto di vista morfologico, evidenzia una fase evolutiva ancora giovanile con rilievi elevati, profonde incisioni vallive e pendii fortemente acclivi.
La morfologia è la risultante di numerosi fattori, quali l’azione erosiva e di deposito combinata dei corsi d’acqua e dei ghiacciai, con formazione di circhi glaciali e corrispondenti laghi alpini di circo, depositi morenici di notevole estensione e spessore, notevoli dislivelli tra il fondovalle e i rilievi.
La morfologia della Val Chalamy è caratterizzata da rilievi elevati e profonde incisioni vallive. La direzione di scistosità delle rocce metamorfiche è relativamente omogenea con immersione prevalente verso nord e determina una netta asimmetria dei due versanti principali: in sinistra orografica i pendii sono più acclivi, mentre il versante destro presenta una morfologia più dolce con alternanza di dossi, ripiani e avvallamenti (questi ultimi in parte conseguenza di sciami di faglie).

La fauna del Parco è caratterizzata in primo luogo dall’elevato numero di specie di insetti presenti, dovuto alla notevole varietà ambientale dell’area protetta. Sono state ad esempio sinora segnalate:
– oltre 1100 specie di farfalle, fra le quali il 70% di tutti i macrolepidotteri noti per l’intera Valle d’Aosta e 4 specie di microlepidotteri nuove per la scienza;
– 22 specie di coleotteri Ditiscidi ed Eloforidi legati alle zone umide;
– 111 specie di coleotteri fitofagi forestali (ben 32 delle quali mai segnalate prima in Valle d’Aosta).

Fra i vertebrati, sono presenti tutti i mammiferi e gli uccelli di ambiente montano diffusi nella regione, fra i quali merita citare lo stambecco, la lepre variabile, l’aquila reale, l’astore, la pernice bianca, il fagiano di monte, la coturnice, la civetta capogrosso, il picchio nero, il codirossone, il gracchio corallino e la nocciolaia.
In val Chalamy i vertebrati non raggiungono elevate densità a causa delle difficili condizioni ambientali e delle ridotte disponibilità alimentari; fanno eccezione le specie forestali, favorite dalla grande estensione dei boschi.

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