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Segui le regole dell’escursionista rispettoso dando la precedenza e salutando tutti

Ci sono comportamenti banali a cui non facciamo caso in montagna, qui è meglio tenere sempre gli occhi aperti, anche (e soprattutto) partendo dalle basi

Non sei in centro a fare le vasche: cammina in fila indiana

Quando ci si muove in montagna non si sta passeggiando lungo una via a fare shopping o a chiacchierare con le amiche. Anche se sei con la tua compagna non stare mai uno a fianco all’altro sui percorsi, vi potrete parlare lo stesso e godere lo spettacolo ma lascerete sia la strada libera a chi va in direzione opposta sia a chi vi precede e va più veloce di voi.
In particolare se state scendendo non solo dovete garantire strada libera alla direzione opposta, come in auto, ma dovete anche far valere il loro diritto di precedenza: chi sale fatica più di te, quindi devi saperti fermare, lasciare spazio se necessario e devi sempre stare attento al percorso sia davanti a te che alle tue spalle.

Segui il tuo ritmo e usa il telefono solo quando sei fermo

Ognuno ha il suo ritmo e il suo passo, quindi se qualcuno vuole superare vale quanto detto sopra: ha la precedenza, non devi ostacolarlo e devi lasciargli tenere il suo ritmo. Capire e seguire il proprio ritmo ed i segnali del proprio fisico è importantissimo: quando la stanchezza si inizia a sentire fare delle pause, rinfrescarsi (non solo bevendo, soprattutto sotto il sole è importante bagnarsi anche la testa) e prendere fiato è indispensabile.

E’ anche questo (e solo questo) l’unico momento in cui ti sia concesso l’uso dello smartphone: sono profondamente contrario al concetto del “non lo si deve proprio usare” ma a favore di un uso consapevole e sensato dello strumento. Non ne hai bisogno mentre cammini, non tenerlo nemmeno in mano ma nello zaino, e le mani sempre libere sono una necessità in montagna; usalo quando ti fermi, sei in sicurezza e fuori dal percorsi degli altri escursionisti. A quel punto fai ciò che vuoi per quanto vuoi, ma la distrazione che può dare il vedere arrivare un sms nel momento sbagliato mentre si cammina può fare la differenza tra una bella esperienza o una gita, costosa, in elicottero verso un ospedale.

Nascondi le tue tracce

Ciò con cui sei partito è esattamente ciò con cui devi tornare: non una carta, un involucro, un mozzicone di sigaretta deve rimanere a ricordo del tuo passaggio. Porta sempre un sacchetto con te per metterci sporcizia, scarti e quanto hai consumato in quota. Tutto deve tornare (possibilmente fino a casa e nella differenziata) a valle con te.

Se pensi di non farcela getta la spugna

Saper riconoscere i propri limiti significa anche saper decidere quando è il momento di fermarsi: esistono cellulari con apposite app per misurare la propria frequenza cardiaca e livello di stress, utili per un primo monitoraggio in caso di malessere. La quota, il proprio stato fisico e lo stress possono influire pesantemente sulle tue prestazioni, anche a costo di rovinare ad altri l’escursione fermati, riposati, se necessario chiedi a qualcuno di accompagnarti e ritorna al punto di partenza.

Mentre sei in movimento è buona norma mettere offline il tuo apparato: la continua ricerca delle rete consuma molto in fretta la batteria, se normalmente in città dura 4 ore in montagna può dimezzarsi. Per il GPS usa quello “reti dati e wifi”, diminuisce il consumo rispetto all’uso del GPS ma consente comunque una buona precisione

Non raccogliere materiale pericoloso o esplosivo: chiama le forze dell’ordine e garantisci la rimozione in sicurezza

L’abbassamento dei ghiacciai del 2017 ha riportato alla luce ,moltissimo materiale militare inesploso. Inesploso non significa non attivo, e danneggiato significa instabile: non toccare nulla di ciò che eventualmente trovi, fotografa l’oggetto e segnala immediatamente la posizione alle forze dell’ordine. Se ti è possibile presidia il punto fino al loro arrivo per garantire l’incolumità di altre escursionisti, in ogni caso non dissotterrare, sollevare o toccare nulla, lascialo fare agli esperti.

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