fbpx
#mappiamolitalia

Isola Sant’Antioco

L’isola di Sant’Antioco è situata all’estremo sud ovest della Sardegna e ad essa legata da un ponte e un istmo artificiale.

Sant’Antioco è per estensione la quarta isola del territorio della Repubblica Italiana (km² 108,9), subito dopo l’Elba, (Sant’Antioco ha pressoché la metà della superficie di Elba), e prima di Pantelleria (km² 83); al sesto posto troviamo l’isola “sorella” di Sant’Antioco, l’isola di San Pietro. L’isola è in gran parte di origine vulcanica; si tratta di vulcanesimo antico e ormai inattivo da almeno 15-20 milioni di anni. La costa dell’isola è prevalentemente rocciosa. Nella parte occidentale (verso il mare aperto), la costa è caratterizzata da pareti verticali o molto scoscese a falesia, con intervallate grotte ed alcune insenature, con poche ma grandi spiagge. La costa orientale. che si affaccia sulla prospiciente Sardegna ha invece costa bassa e sabbiosa che nel, punto di istmo che la collega alla Sardegna stessa, viene progressivamente ad assumere un aspetto lagunare. Il golfo meridionale, a Sud dell’istmo, racchiude grandissime spiagge sabbiose, delimitate da tomboli e dune

Porticciolo, case colorate e ristoranti che inebriano l’aria di invitanti profumi: è l’anima di mare di Sant’Antioco. La rinomata cittadina dell’arcipelago del Sulcis, popolata da undicimila residenti e decine di migliaia di visitatori in estate, è il centro principale della maggiore isola della Sardegna, cui è collegata da un istmo artificiale, costruito forse dai punici e perfezionato dai romani. Le sue risorse sono pesca, sale e agricoltura, di cui è testimone il museo etnografico su Magasinu de su binu. L’arte manifatturiera è espressa da tessitura, lavorazione del bisso, cui è dedicato un museo, e fabbricazione di barche in legno. Il museo MuMa riassume storia e tradizioni marinare, compresa la vela latina. In origine fu Sulky, fondata dai fenici (770 a.C.), poi conquistata dai cartaginesi. Ne rimangono tophet e necropoli (V-III secolo a.C.) che occupa l’intero colle della basilica e su cui sorsero la necropoli romana e poi un cimitero di catacombe, unico in Sardegna. Sulci visse il massimo splendore in epoca romana: con Karalis era il municipium più prospero dell’Isola. In centro ammirerai il mausoleo sa Presonedda (I secolo a.C.), incontro tra culture punica e romana. L’isola fu abitata sin dal III millennio a.C.: vedrai testimonianze prenuragiche, come le domus de Janas di is Pruinis e i menhir di sa Mongia e su Para, e ruderi di una trentina di nuraghi, tra cui gli imponenti s’Ega de MartedduCorongiu Murvonis e Antiogu Diana. Accanto sorgono fonti sacre e tombe di Giganti, tra cui su Niu ‘e su Crobu. Straordinario è il complesso di Grutt’i acqua, formato da nuraghe polilobato, pozzo sacro, villaggio con opere idrauliche, cinta muraria, circoli megalitici e grotticelle per la raccolta dell’acqua. Il villaggio arriva sino a Portu Sciusciau, approdo forse già nuragico. Ammirerai i reperti, specie bronzetti, nel museo archeologico F. Barreca.

Lascia un Commento

Condividi