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Costa Rica, entra nella cartolina: il parco Manuel Antonio!

Uno dei gioielli della Costa Rica si trova a metà circa della costa  lambita dall’oceano Pacifico. E’ il Parco nazionale Manuel Antonio, una delle storie di successo della conservazione della natura in questo paese,  che incanta ogni visitatore con le sue incredibili immagini da cartolina.

Nel  1972 vennero, per fortuna, bloccate le ruspe che stavano facendo scempio delle foreste costiere di questo lembo di terra, per dare vita a uno dei tanti grandi progetti di sfruttamento edilizio delle coste che si vedono, purtroppo, in giro per il mondo. Lasciata Quepos, basta arrampicarsi lungo la strada che sale a tornanti il promontorio che ci conduce verso il parco, per rendersi conto di che cosa sarebbe potuto diventare l’intero territorio, senza l’intervento del governo costaricense.

Il percorso è infatti un continuo susseguirsi di hotel, ristoranti e strutture che offrono ogni tipo di servizi, ma appena arrivati in prossimità di Playa Espadilla, non si può non rimanere affascinati da questa spiaggia da cartolina, che fa da preludio a quelle, ancora più belle, ospitate all’interno dell’area protetta.

Conviene farsi trovare presto al cancello d’ingresso del parco. Sia per evitare le orde di persone che si riverseranno al suo interno, sia per evitare di essere lasciati fuori. Il parco è infatti vittima di sè stesso e della sua bellezza. Così, per evitare che il troppo stroppi, ossia che il turismo danneggi questo tesoro naturale, è stato stabilito  il numero chiuso. Durante la settimana non più di 600 visitatori al giorno, che diventano 800 nel week end. E non andate il lunedì, perché il parco, questo giorno, riposa!

Lasciamo il nostro contributo al governo costaricense, sotto forma di 10 dollari, pari al costo del biglietto per accedere  al parco,  e entriamo in uno dei  10 parchi più visitati al mondo.   Un successo dovuto principalmente a quattro  fattori. I suoi fantastici  paesaggi, la facilità con cui si vedono animali come bradipi o scimmie urlatrici, scimmie scoiattolo o cebi cappuccini,  le sue dimensioni ridotte che consentono di vistarlo in poco tempo  grazie a una rete di sentieri ben tracciati e la facilità con cui lo si raggiunge da San José (4 ore circa di auto)  o da uno dei centri lungo la costa del Pacifico.

Dopo  neanche 30 minuti di piacevole passeggiata, (alzate lo sguardo e fermatevi per scrutare le fronde degli alberi alla ricerca di bradipi o scimmie),  una bella e lunga passerella che sovrasta  le mangrovie (in questo caso guardate in basso alla ricerca dei granchi di un incredibile colore blu)  ci  scodella nei pressi della mitica e paradisiaca  Playa Manuel Antonio, che non finirete di immortalare nei vostri smartphone. Un arco di candida sabbia, accarezzata da un mare caldo e trasparente. Il tutto condito  da una splendida foresta tropicale. Benvenuti nella cartolina!

La meta della giornata è raggiunta; cercatevi il vostro angolino. Farsi trovare pronti all’ingresso è anche per arrivare tra i primi in questo lembo di paradiso e accappararsene un pezzetto da godere nell’arco della giornata. Anche perché una volta conquistato, ci scommetto che nessuno vi schioderà più da dove sarete! Unico avvertimento quando sarete alla Playa: attenti ai mapache,  come comunemente vengono chiamati  i procione cancrivori.   Autentici  folletti  che pattugliano in coppia  la spiaggia alla ricerca del pranzo e della cena. Noi siamo stati tra quelli che abbiamo contribuito a sfamare, con i nostri panini,  un paio di loro. A proposito: nel Parco non si sono punti di ristori; così, nel caso vogliate godervi le  splendide spiagge (tra le migliori della Costa Rica)  e la natura del Parco, è opportuno  munirsi di cibo e bevande.
Comunque, nell’arco della giornata, fate in modo di dare almeno un’occhiata alle vicine Playa Espadilla Sur e Playa Puerto Escondido (qui fate attenzione alle maree).

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