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Costa Rica: cultura e natura a Cahuita, sulla costa caraibica

Il mar dei Caraibi ha sempre il suo fascino e la costa  orientale della Costa Rica,  che si affaccia su questa porzione dell’Atlantico, riserva decisamente tante sorprese. Cristoforo Colombo, che qui vi approdò nel 1502, pensava (e sperava) di trovare  chissà quali ricchezze, ma si imbattè solo in una giungla lussureggiante che lambiva  immacolate  spiagge e in  una manciata di tribù indigene.

Questo lato della Costa Rica rimase selvaggia ancora  per molto tempo sin quando, centinaia di anni dopo, lo sviluppo arrivò  anche qui. Complice la costruzione   del porto di Limon e della  ferrovia che portava a San José   e l’esplosione del commercio del caffè e del cacao, che riversò da queste parti  orde di persone in cerca di lavoro, provenienti dalle cosiddette Indie Occidentali, ossia dalle isole  fra la Florida e il Venezuela nel Mar dei Caraibi. Anzi, pare che proprio a Cahuita approdò con la sua famiglia, nel 1828, il primo abitante afrocaraibico della Costa Rica, un certo William Smith, di professione  pescatore di tartarughe. Smith fu il capostipite di un incedibile mix di cultura nativa, spagnola e afrocaraibica che ancora adesso caratterizza questa parte della Costa Rica.

I discendenti di Smith e dei tanti altri immigrati delle India occidentali, gestiscono  ora ristoranti e alberghi lungo questo tratto di costa.
Se volete capire che cosa vuole dire Pura Vida, venite da questa parti: la parola stress non ha ragione di esistere qui a Cahuita, che si trova a  soli 3-4 ore di auto dalla capitale San José, dove i ritmi  sono decisamente rilassati, le strade ancora sterrate, gli edifici hanno colori brillanti e vivaci e  la natura è straripante.

Proprio la cultura afro-caraibica è uno dei principali  motivi di attrazione. Molto è cambiato  da quando immigrati e schiavi vennero qui per costruire la ferrovie per San José, ma molte tradizioni rimangono ancora. Calipso e reggae sono la  principale colonna sonora dei locali, il riso al cocco è servito con salse piccanti e alcuni abitanti  parlano ancora il Mekatelyu, un mix tra inglese e creolo. Bighellonare  nella  cittadina  può consentire di entrare in intimo contatto con questa cultura.
Il secondo motivo di attrazione è la natura, sotto forma di spiagge, tra cui Playa Blanca, Playa Vargas, Playa Negra e Playa Chiquita, di foresta tropicale e  di due splendidi parchi, il Manzanillo e  il Cahuita, che ospita la più estesa barriera corallina della Costa Rica.

Potete quindi decidere di rilassarvi in spiaggia, visitare i parchi (ne parlerò in un prossimo post)  o le tante attrazioni nella zona. Tra queste il  Jaguar Rescue Center, dove  ammirare da vicino i numerosi animali salvati dai volontari del centro, tra cui i numerosi cuccioli di scimmia urlatrice e di bradipo, fare visita alle comunità locali, vedere e accarezza i bradipi nello Sloth Sanctuary of Costa Rica o percorrere l’itinerario del cacao, per scoprire come viene lavorato localmente il seme di questa pianta.

 

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