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Viaggi con il cane: di cosa non puoi fare a meno per farlo in sicurezza

Vi ho già raccontato della cintura di sicurezza e di qualche dotazione indispensabile ma se ci si deve muovere per mezza giornata o più giorni attrezzatevi a dovere e garantire anche a noi una bella esperienza

I due pivelli che mi hanno adottato alla fine sono più svegli di quanto avevo immaginato: mi hanno da subito attribuito un loro zaino (sono due collezionisti, hanno uno zaino tecnico adatto ad ogni attività, da quello super attrezzato per portare le digitali  e le telecamere in sicurezza a quello da viaggio che si trasforma in un ufficio super accessoriato), padronepirla ha tirato fuori quello con cui ha viaggiato in mezzo mondo, il suo preferito, qualcuno lo chiama il paracadute.

Anche questo (chiarisco che questi articoli sono no sponsored e le cose a cui faccio pubblicità le cito perché sono fighe e ci piacciono molto) uno zaino Decathlon particolare perché ben imbottito, aderente e che occupa poco volume quando in metropolitana risulta impossibile toglierselo. 

Il resto dell’attrezzatura e MaxiZoo, è un posto che mi piace molto, i due pivelli per prima cosa mi hanno portato lì chiedendo come mettere degli annunci per trovare un padrone: sono state le ragazze carine del negozio insieme a Gloria ed Aglaia a fare fronte comune e a spiegare e loro che era del tutto inutile cercagli un padrone, l’avevo già trovato da solo!

Ed è qui che mi viziano di tanto in tanto, cibo a parte (quello è previsto contrattualmente e li ho anche fatto firmare, per evitare dubbi), qui lui ha trovato il cinturone da passeggio con cui mi h a addestrato in pochissimo tempo e qui si trovano sempre idee carine come la mia pettorina super accessoriabile e idee da viaggio.

Tornando allo zaino paracadute dentro c’è sempre un telo di paille che serve a farmi capire dove devo mettermi quando ci fermiamo e mi fa capire che è ora di una pausa. E anche utile come asciugamano d’emergenza quando ci becchiamo un acquazzone, come in Toscana, no ho una simile in casa e se in albergo la vedo ai piedi del letto ho imparato subito il triste significato: niente coccole l a mattina e non posso appoggiare il muso sui due pivelli. 

Poi ovviamente una mia borraccia dedicata che, in caso di caldo forte, viene riempita con aggiunta di ghiaccio (on the rocks) e sempre pronta a comparire quando si fa una pausa. Io no sudo, faccio una marea di più e ho bisogno di bere spesso come tutti i cani, ricordatevelo voi ristoratori quando ci vedete arrivare.

Geniali le ciotoline in lattice ripiegabili da viaggio di maxi zoo: piccolo ingombro e tanto risultato, quando la vedo comparire so che in una delle due potrebbero apparire croccantini o scatolette, si lavano in pochi secondi e una volta chiuse ingombrano pochissimo. 

Ovviamente una scorta di croccantini premio (quelli che mi da quando mi dice “bravo cane pirla”) che cerco sempre di guadagnarmi facendo meglio che posso quando li ha in tasca e cibo QB (quanto basta) per le ore che passeremo in giro. insieme ad una museruola minimale (che per fortuna per ora non mi ha mai messo se non per provarla) e un pacchetto di fazzoletti umidificati per darmi una ripulita quando mi rotolo troppo nell’erba fresca

E visto che si narra che io sia un bastardo derivante da incroci con un cane da caccia mi hanno anche dotato di un led da bicicletta installato sulla pettorina sotto al muso: in questo modo quando è acceso mi illumina la strada ma non interferisce con i miei occhi (è sotto di me) e, soprattutto, permette di individuare se in una calda serata estiva decido di giocare nel prato e allontanarmi di un po’. Alla sera in area cani ora riesco ad entrare a farmi una corsa anche alla sera e perculo un po’ i ciclisti della martesana che incontro che vanno in giro senza. Sfigati (oltre che imprudenti)

L’ultima malsana idea di padronepirla è stata quella di infilarmi nella pettorina uno smartwatch: è collegato via bluetooth al suo cellulare e se mi allontano di troppo inizia a suonare. E con il GPS attivo tiene traccia dei miei chilometri percorsi, ho stabilito un rimborso forfettario con due croccantino ogni 10 chilometri, finalmente riesco a tenere il conto preciso 😉

Ho scoperto perché non devo abbaiare sempre, e ora sto molto meglio

Era una lotta infinita con il cane del piano di sopra, e pure con qualche vicino quando passava vicino alla porta: quello era il mio regno, e abbaiavo a tutti! Mi hanno spiegato perché non farlo, ora mi godo di più la mia vita (e le coccole)

E’ stato uno dei primi comportamenti che esprimevano il mio disagio e la tensione: correre, ossessivamente, sempre, ininterrottamente e abbaiare il più possibile e più forte che potevo. In particolare con gli altri cani, ma non solo: bastava sentire qualcuno sulle scale che la mia fantasia partita a mille immaginando ladri cattivissimi pronti ad abbattere la porta e a far del male a qualcuno dei miei due padroni o, peggio, ai gatti.

Così appena arrivato ho rispettato questa mia tradizione inizialmente, ma si è subito capito che a padronepirla la cosa non piaceva proprio. Lui qualche anno fa ha fatto una scelta di vita e deciso che divideva la sua strada sono con chi non urla e con chi affronta le cose tranquillamente, e tranquillamente ha iniziato a spiegarmelo.

Ed è così che pian piano ho iniziato a capire che i vicini non sono ladri di gatti, che si, possono abbassare un po’ se passa una cagnetta proprio carina cos lei mi sente e mi guarda, ma per il resto è meglio evitare di dare fastidio a tutti. Non mi trattengo quando vedo marinella che torna dopo una giornata di lavoro, e salto, scodinzolo e guarisco come un matto, ma quella è la felicità e poco si può fare per fermarmi!

Il fatto di aver smesso di abbaiava ai vicini, agli altri cani e più in generale di sentire il bisogno di farlo ha tranquillizzato tantissimo la mia vita e quella dei miei padroni. Ora possiamo stare in un albergo senza che nessuno si accorga di me, anche in macchina ho smesso di piagnucolare e anzi, se faccio un abbaino è perché voglio fermarmi a vedere il luogo o correre nei campi, non più perché sono teso.  Con la calma, le coccole, tante regole e un’intesa perfetta siamo arrivati scherza scherza al decimo mese insieme, tra poco per me saranno 8 gli anni d’età, e per quanto sia stata una vita bella ma a volte difficile sono felice di questa nuova vita da travel dogger.

Spero che questi racconti siano serviti a darvi un punto di vista diverso nel rapporto tra cane e padrone, il mio punto di vista e spero di incontrare i vostri quadrupedi in giro per la strada felice come sono io con il guinzaglio mai teso, le orecchie all’erta e la voglia ogni giorno di scoprire qualcosa di nuovo.

Buon viaggio, viaggiatori. 

Gli altri capitoli dei miei consigli:

Travel dogger

In vacanza con il cane: la storia di Tobia e il suo manuale per padroni

Non fate i bastardi, meglio adottarli (e tenerli)!

Io parlo con la coda e con le orecchie, lui parla con le mani

 

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