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Io parlo con la coda e con le orecchie, lui parla con le mani

Parliamo un pò di rapporto di intimità con il vostro quadrupede e rispetto delle norme del codice della strada e del buon senso.

Che in giro ne vediamo un pò troppi privi del secondo. Nelle prime settimane insieme la mia coda sembra non esserci, ci ho messo un pò a decidere di tirarla fuori.
Stavo male, e il primo segno di disagio è la coda tra le gambe. L’ho tenuta così finchè non ho imparato a comunicare con “padronepirla”, lui ci si è messo d’impegno e pian piano è tornata fuori.
Ed ho capito che lui la controlla sempre la mia coda, quel giorno che ha visto che dormivo e la punta della mia coda ha iniziato a tremare fortissimo ci ha messo pochi secondi a capire che stavo male ed è corso subito da me per calmarmi e tenermi stretto. A lui sembrava un infarto, in realtà era una crisi epilettica (la prima e spero anche l’ultima della mia vita) ma lo stress aveva preso il sopravvento e usando si sta male è difficile avere il controllo. Ed è così che lui ha cominciato ad insegnarmi delle regole, un tempo quando capivo che si usciva iniziavo a saltare, scendevo dal metrò con dei balzi da coniglio, avevo un sacco di abitudini sbagliate.
Così quando lui si prepara ho imparato a stare calmo, mi ha fatto capire che è importante non uscire tutto agitato e stressato, e che anche l’uscita è un momento importante. Mi mette la mia pettorina, il guinzaglio e poi mi ordina di stare fermo mentre apre la porta.
Io lo guardo, aspetto, e quando mi dice “azione” posso partire. Anche al portone e così, sono così abituato che mi fermo da solo così lui può controllare che non stiano passando altri cani o persone e quando la situazione è sicura io corro fuori e andiamo a giocare.
L’intesa che c’è con lui è molto alta, ho imparato il fermo, il comando più importante, e imparato a capire che la strada è piena di pericoli, quindi cammino a orecchie tese, guardando avanti sempre concentrato.
Questo ha cambiato quasi completamente il mio modo di interagire con il mondo esterno, sono molto più tranquillo e docile e anche portarmi in metropolitana è diventato facile: quando si siede ho imparato a mettermi tra le sue gambe seduto, al sicuro dai piedi della gente distratta col cellulare che mi calpestava sempre, così come ho imparato ad aspettare a fianco della porta che sono scesi tutti, saliti tutti e poi è il nostro turno.

Comunico con gli occhi e con la coda

Quando non sono sicuro di ciò che devo fare lo guardo, se mi strizza l’occhio o mi fa il segno di ok con le mani va tutto bene, se lo vedo che mi guarda male e non mi sorride sto sbagliando qualcosa. Così quando c’è qualcosa che non va anche io posso dirglielo: la coda dritta, ferma, in punta significa allerta, e lui lo sa, se vicino ad un altro cane non scodinzolo ce ne andiamo, significa tensione.

Se invece scodinzolo si avvicina, e io posso giocare con il cane che incontro.

Raccogliere la mia cacca è un tuo dovere, non una scelta

Entrambi su questo punto sono molto intransigenti, e lo capisco: non è che se la faccio “in un luogo strano tanto non ci andrà nessuno e quindi non serve raccoglierla”, anzi, molto probabilmente ci andrà il cane dopo o quello dopo ancora a farla nello stesso punto e metterà le zampe nella mia, se non è stata tolta. Non ci vuole molto, ciò nonostante continuiamo a trovare una discreta quantità di padroni maleducati che non tengono fede al loro impegno con il cane.
E il cane se ne accorge, cari miei, e la prossima volta quando ne resterà una perché ha trovato quella di un cane con un padrone maleducato, ve la porterà a casa andando con le zampe sulle vostre lenzuola!

Il livello di educazione dei padroni lo noti innanzitutto da cose così, se vuoi un cane che sappia stare in società e al suo posto al ristorante devi saperci stare innanzi tutto tu che hai deciso di percorrere con lui un pezzo della tua strada. Poi ogni tanto mi ci diverto, gliela faccio in punti impossibili o nell’erba alta dove è difficilissimo prenderla, così mi borbotta dietro che sono un rompiscatole e lo faccio impazzire, ma è così buffo quando la cerca!

Stabilisci un contatto: impara a lavarmi a secco

Io e padrone pirla abbiamo fatto un patto: sono autorizzato di tanto in tanto (quando non c’è lui sempre) a saltare sul letto di casa e accoccolarmi su di loro ma solo se sono pulito perfettamente. Ovviamente io di mio mi lavo spesso ma lui, appena arriviamo, ha preso una divertente abitudine che a me piace un casino: si mette in ginocchio e mi chiede le zampe, una alla volta, sempre partenza all’anteriore destra e girando. Ci sono volute poche volte per capire, così io alzo la zampa che lui chiama e lui me la può pulire tranquillamente con una salvietta igienizzante. La prime volte mi sbilanciavo, mi agitavo ed era un pò una lotta ma lui con calma e dolcezza l’ha trasformato in un gioco. Mi dice cose sceme, mi ringhia e io gli do i bacini, poi con mi passa il pelo e il muso e così sono sempre bello profumato e brillante.
Unita ad una buona alimentazione anche questa abitudine, che mantiene anche quando viaggiamo, mi ha reso un cane rilassato e tranquillo: se si fa il gioco delle zampe non si esce per un bel pò e quindi finiti i giochi è ora di rilassarmi.

Ve lo spiego io prima che debbano farlo i vigili urbani

Esistono delle norme da rispettare ho la fortuna/sfortuna di essere finito con lui che è cresciuto con i militari e, anche se non lo ammette, è un pò rigido e pesante su certi temi ma nel suo piccolo ha ragione. In particolare sul guinzaglio: i primi tempi anche Marinella era un pò preoccupata quando uscivamo perché si incontra tanta gente a spasso con il cane senza guinzaglio. In particolare in due casi questi “cani buonissimi” (a sentire i loro padroni) mi hanno aggredito e l’essere senza guinzaglio ha reso pericolosa la situazione e stressante per chi era con me gestire la situazione.
Quello che i padroni non sanno è che già solo per essere in giro senza guinzaglio rischiano una sanzione amministrativa fino ai 258 € e, se il cane morde qualcuno, finiscono dritti nel penale per lesioni. Già questo un buon motivo per tenerci al guinzaglio, di certo almeno avere sempre fatto indossare il collare o la pettorina alla bestia perché altrimenti è difficile da controllare e da fermare. Detto che questa è la regola è altrettanto vero che per noi è molto importante anche imparare a seguirci e starvi accanto anche senza: sono appena tornato da un tour di 10 giorni che mi ha visto impegnato nel testare strutture turistiche e, in ambienti adatti e sicuri, per le prime volte ho potuto girare libero e senza guinzaglio: grazie a questi mesi di preparazione non mi sono mai allontanato da loro, ho corso per i prati, rincorso e giocato con i rospi e incontrato due cerbiatti e un cinghiale. Ho fatto la guardia a Marinella e spronato “padronepirla” a cercare con me il cinghiale, non mi ero mai divertito tanto, ma stavo sempre così vicino alla sua caviglia che ogni tanto mi cercava in giro senza accorgersi che ero li accanto.
Di certo accadrà solo in luoghi sicuri e adatti, in campagna, sui sentieri e in tutti quei posti in cui potevo essere pericolo o preda sono sempre stato legato a lui, per la mia sicurezza e quella degli altri. Per la museruola invece molti non sanno che è obbligatoria per tutti (pure per me che al massimo lascio delle strisce di bava a furia di bacini a chiunque): se in metropolitana o in qualsiasi ufficio pubblico qualcuno si ritenesse in pericolo e vi chiedesse di farcela indossare voi dovete averla e mettercela, anche se siamo dei patatoni. A maggior ragione questa regola dovrebbe valere per i tanti padroni imboniti di akita che stanno comparendo come funghi: quel film dimentica di dire che quel cane è una belva sanguinaria, ho ancora le 4 cicatrici che mi ha lasciato uno di questi in area cani, menomale “padronepirla” è anche padrone veloce e padrone che rischia: gli ha ficcato due dita sul palato molle e stretto con il pollice il naso per tirarmi fuori da li!

In macchina

Prima di partire mi ha dotato di una nuova pettorina high tech molto più stretta e sicura della precedente. Ha anche un gancio sotto che serve a collegarmi al guinzaglio cintura di sicurezza, in questo modo ho imparato a stare in macchina tranquillo anche per tre ore di viaggio, mi faccio di quelle ronfate ascoltando i suoi cd, molto meglio dei primi tempi in cui iniziavo a piagnucolare appena aprivano la portiera!

Ho anche imparato ad aspettare di scendere finchè non me lo dice lui, le prime volte balzavano fuori e rimanevo appeso come un pollo in salumeria, ma con calma e pazienza mi ha insegnato l’entrata e l’uscita dall’auto e ora lo facciamo in sicurezza e senza rischiare che io finisca in mezzo alla strada quando scendo.

In bicicletta

Sulle strade pubbliche è vietato portare accanto a se il cane al guinzaglio in bici, si incorre in una sanzione. E visto che esistono dei bellissimi trasportini che si collegano facilmente alla ruota posteriore delle bici aspetto che quei due finiscano di viaggiare e gli venga voglia di tirare fuore le bici, così mi godo il viaggio e fischio dietro alle belle cagnoline dalla mia limousine con autista personale (non siamo in molti per ora, posso tirarmela un casino e guadagnarmi l’invidia degli akita che sono troppo grossi per starci dentro).

In ogni caso lui ha verificato che la sua polizza capofamiglia comprendesse anche i rischi di danni provocati dal cane: non ci si pensa ma un attimo di distrazione o di mio scatto fulmineo dietro ad una bella cagnolina e potrei far cadere qualcuno o danneggiare una macchina. Avere una polizza lascia più al sicuro voi e chi vi incontra.

Esistono poi polizze più specifiche per noi pelosi che garantiscono l’assistenza necessaria sia per aiutare con le spese veterinarie che gestire i rischi in viaggio e dei nostra fuga e ritrovamento. Anche in queste polizza è sempre presente una copertura di responsabilità civile, per cui #adottateli e #assicurateli

E di viaggi, parleremo nella prossima “puntata” del mio manuale per padroni alle prima armi, ho imparato tante cose dai nostri amici/clienti durante questo tour che vi voglio raccontare, ora vi saluto perché devo andare a fare la pipì

Il primo capitolo della guida:

In vacanza con il cane: la storia di Tobia e il suo manuale per padroni

 

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