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Al Hocemia

Il Parco Nazionale di Al Hoceima è costituito da due parti: Il Rif Centrale, delimitato dalla strada Nazionale N16 a sud e a ovest e la costa. Si estende su una superficie di 485 kmq, di cui 190kmq di riserva marina.

La parte del Rif è abitata da circa 15.000 persone appartenenti alla tribù berbera Bokkoya. I villaggi disseminati nel Parco sono perlopiù accanto a fonti di acqua dolce e le occupazioni principali degli abitanti sono l’agricoltura e la pastorizia. Le donne di questa tribù sono famose in Marocco come guaritrici, esperte di erbe selvatiche producono unguenti lenitivi soprattutto a base di lavanda e timo selvatici. In questa parte del parco crescono ancora piante piuttosto rare come il carrubo selvatico e la tuia, una pianta in via d’estinzione il cui legno è considerato molto pregiato. nelle foreste di questa zona potrete incontrare sciacalli, cinghiali, conigli, lepri, prati di erica e orchidee. E’ un posto incantevole per gli appassionati di trekking, mountain bike e percorsi in 4×4 in sterrato.

La parte che ho amato di più è però quella costiera, che si snoda attraverso sentieri sterrati, canyon e mesa simili a quelli dell’Arizona, in cui in fondo però si trova il Mediterraneo. Il parco marino conta 86 specie di pesci e tre tipi di delfini, colonie di corallo rosso e molte specie di molluschi ed alghe molto rare da trovare nel bacino del mediterraneo. Sulle scogliere vive inoltre uno degli uccelli più veloci al mondo, il falco pescatore (Pandion haliaetus). Il falco pescatore ha un piumaggio alquanto compatto e sufficientemente impermeabile, le ali potenti ma insieme lunghe (oltrepassanti la coda in riposo), non eccessivamente ampie e dal profilo anteriore “angolato”, che consentono agilità e diversificazione dei movimenti, le zampe rivestite in gran parte di scudetti lisci, da placche cornee dentellate e scabrose che consentono di far presa sulla superficie viscida e sfuggente delle prede vive catturate in acqua, il dito esterno completamente libero ed in grado di affiancarsi al posteriore (dito “versatile”), così da aumentare l’efficacia della presa stessa, il tarso in gran parte nudo con la tibia rivestita di piume corte (gli altri rapaci hanno i così detti calzoni, composti da piume lunghe), gli artigli, specialmente quelli del dito posteriore, molto sviluppati, a sezione cilindrica e straordinariamente arcuati.

È risaputo che tutti gli uccelli predatori sono dotati di acutezza visiva, ma il Falco pescatore ha una capacità in più ed è quella di calcolare con la precisione necessaria, l’effetto della diffrazione dell’acqua in modo tale da individuare la reale collocazione della preda.
La parte costiera è poco abitata e si possono trovare tante spiagge deserte ed isolate.
La più famosa è quella da dove si possono ammirare i resti del Penon de Velez de la Gomera una fortezza spagnola collegata alla terraferma da una striscia di sabbia, uno dei confini di Stato più buffi del mondo.

Chi non si cura dei confini nazionali sono invece i meravigliosi delfini che abitano liberi e selvaggi questa zona. Il villaggio più vicino al Penon de Velez de la Gomera è Cala Iris un delizioso villaggio di pescatori dove potrete soggiornare grazie all’ospitalità delle famiglie che ci vivono. Vi raccomando di visitare i laboratori artigianali femminili dove potrete trovare bellissimi cesti intrecciati a mano, cosmetici, olii essenziali, marmellate, miele e numerosi prodotti a base di fico d’india.

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