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Isole Razzoli

Razzòli è un’isola dell’arcipelago di La Maddalena all’estremo nord della Sardegna presso le bocche di Bonifacio. Costituisce, assieme alle altre isole, il Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena.

Le tre isole di Ràzzoli, Budelli e Santa Maria, con gli isolotti e scogli compresi dall’isobata -10 m, costituiscono lo smembramento, intorno al 3000/2000 a.C. di un complesso insulare unitario, formatosi, all’atto della trasgressione Flandriana nel 6000/3000 a.C., al pari del gruppo più settentrionale delle isole di Ratino, Lavezzi, Cavallo e isolotti circostanti. Le tre isole, di dimensioni pressoché analoghe, sono formate dall’impalcatura di graniti porfirici, con filoni di quarzo e, minimamente, con filoni basici. Solamente l’isola di Santa Maria presenta nel settore sud occidentale graniti porfirici con filoni di quarzo, nella parte centrale granitite, mentre il settore centro settentrionale e gli attigui isolotti La Presa, Corcelli, Piana, Barrettini presentano prevalente il complesso di gneiss e micascisti Silurici.

È il penultimo baluardo della Sardegna nelle Bocche di Bonifacio, al confine con la Corsica, più a nord risulta soltanto l’isola ‘gemella’ di Santa Maria. Razzoli domina da nord con le sue alte scogliere il parco dell’arcipelago della Maddalena, del quale rappresenta la quinta isola più grande con una superficie di un chilometro quadrato e mezzo e uno sviluppo costiero di oltre dodici chilometri. Maggiori sono La Maddalena, da cui partirai in escursione per raggiungere Razzoli e le altre isole, Caprera, il ‘giardino’ di Garibaldi collegato alla ‘sorella maggiore’ dal passo della Moneta, Spargi e Santo Stefano. Razzoli è la più grande del ‘terzetto’ settentrionale, composto anche da Budelli – con la sua mitica spiaggia Rosa – e da Santa Maria, distante pochi metri e collegata grazie al passo degli Asinelli.

. Caratteristiche inconfondibili di Razzoli sono il litorale frastagliato e una conformazione montagnosa con la cima più alta in monte Cappello, alto 65 metri, mentre ciò che più affascina è la sua storia che custodisce misteri, divenuti sempre più fitti e suggestivi nel corso dei secoli. A farla da padrone sono vegetazione incontaminata e fauna marina, non a caso, tra le 60 isole e isolotti dell’arcipelago, è quella che presenta l’aspetto più selvaggio. È un argine con le sue alte scogliere granitiche alle intemperie di un mare spesso agitato nell’estremità settentrionale della Sardegna. Le rocce modellate da mare e vento sono vere e proprie sculture naturali. Alcune cale riparate sono vere e proprie ‘gemme’: Cala Cappello, Cala Noce, Cala Lunga, raggiungibile solo via mare e composta da ciottoli e sabbia fine, e altre piccole insenature sabbiose come Cala Bove marino: in passato, non lontano dalla battigia, da qui si scorgeva la ‘timida’ foca monaca, avvistata per l’ultima volta al largo della caletta nel 1997. Le tonalità del mare variano tra azzurro e blu intenso, con fondali ricchissimi di fauna e flora marine, perfetti per gli amanti dello snorkeling.

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