fbpx

Imprenditrici di Regione Lana

Intraprendenza al femminile in diversi settori

Si parla tanto ultimamente di donne che con una grinta da invidiare scelgono di portare avanti aziende famigliari, facendole diventare protagoniste di storie di successo.

Anche Regione Lana può vantare di avere nel suo territorio esempi di intraprendenza al femminile nel gestire e creare un’attività.

Gerda Kiem è la proprietaria della Cantina Mauslocher di Cermes dal 2006, anche se il maso omonimo è della sua famiglia da diverse generazioni. Da quando Gerda ha ricevuto il maso in eredità, ha ampliato la superficie vitata da poche centinaia di metri quadri agli attuali 2 ettari circa. Gerda si occupa dell’uva dalle viti fino al vino, seguendo anche la vendita e l’amministrazione; per fare tutto questo, è sostenuta dalla famiglia, in particolar modo da sua figlia Katrin, anche perché la Cantina Mauslocher ha una filosofia che prevede una particolare attenzione ai diversi aspetti della viticoltura. Gerda e la sua famiglia, infatti, lavorano rispettando la natura, unica e vera fonte di vita, favoriscono la biodiversità, privilegiano la qualità anziché la quantità, si impegnano a conciliare modernità e tradizione, e mirano a produrre vini unici e quindi non per forza garbati. Ogni anno nasce un vino leggermente diverso che rispecchia l’annata: talvolta matura più in fretta, altre volte richiede più tempo. Gerda preferisce dare al vino tutto il tempo necessario per maturare.

La cantina Mauslocher, inoltre, si impegna a mantenere una visione globale del tutto ed è per questo che pratica la viticoltura integrata, si preoccupa della salute del suolo, del consumo idrico e di tutti quegli aspetti che sostengono l’ambiente. Il lavoro in vigna, che di anno in anno Gerda si trova ad affrontare, la sottopone sempre a delle nuove sfide, proprio perché segue il naturale ciclo vegetativo della vite, che è fortemente influenzato dalla situazione meteorologica e dal decorso delle stagioni. Ogni anno Gerda raccoglie l’uva prodotta dai suoi vitigni a mano, con cura e precisione e con l’aiuto solo di piccoli contenitori.

“È possibile raggiungere certi risultati – dice Gerda – solo grazie al forte impegno da parte di tutta la famiglia, dei suoi collaboratori e della manodopera stagionale, uniti dalla stessa passione e dallo stesso obiettivo”.

Gerda, inoltre, nel 2017 ha deciso di ricostruire l’antico maso cercando di mantenerlo in armonia con la natura. Nello specifico, la cantina si sviluppa per lo più sottoterra, seguendo il naturale andamento del pendio su cui si trova il maso ed è stata realizzata utilizzando principalmente materiali del luogo, favorendo ancora una volta la sostenibilità e ribadendo il legame con il territorio e l’atteggiamento nei confronti della vita della cantina Mauslocher.

Un altro esempio di donne intraprendenti di Regione Lana è Sandra Plunger della Gioielleria Plunger di Lana. Da quattro generazioni la famiglia Plunger vende e ripara gioielli e orologi di pregio, ma nel 2013, con l’inserimento di Sandra, figlia del proprietario, nello staff, la gioielleria Plunger ha iniziato un nuovo corso, grazie all’energia e alla particolare sensibilità alle nuove tendenze di Sandra. Grazie a lei, viene inaugurata “morgentau”, una linea di gioielli realizzati a mano in argento e oro, personalizzabili su richiesta e dal design senza tempo, fine e minimalista. Sandra ha così realizzato il suo sogno, dando sfogo alla sua creatività e rendendo l’attività della famiglia ancora più unica e ricercata.

Ulrike Laimer del maso Goldbichlhof di Lana è una donna piena di energia. Da circa 10 anni gestisce il maso seicentesco a 450 metri d’altitudine che i nonni della Val d’Ultimo acquistarono nel 1954. Sin dall’inizio, era chiaro che sarebbe stata Ulrike a portare avanti l’attività, perché delle 4 sorelle era lei ad accompagnare più spesso il padre nei lavori agricoli. Quando aveva tredici anni, il padre le ha insegnato anche a guidare il trattore, che oggi guida con disinvoltura lungo le strette e ripide stradine intorno al maso. Anni di esercizio le sono tornati utili per diventare nel 2012 campionessa europea di destrezza alla guida del trattore. Fare la contadina è un duro lavoro. Del maso fanno parte due case e una stalla con quindici pecore e qualche gallina e un terreno che copre 2,6 ettari coltivati a mele e vigne, a cui si aggiungono alcuni castagni. Ulrike ha piantato più di 5 varietà di mele e 4 diversi vitigni. Conferisce gran parte dell’uva a una cantina e vinifica in proprio solo un po’ di Schiava per il consumo domestico.

Con le bacche e i frutti dell’orto produce marmellate e anche il succo di mele e lo speck sono di produzione propria: ogni anno compra le cosce di maiale da contadini di sua conoscenza e le affumica nel tradizionale affumicatoio. Oltre a ciò, Ulrike offre ospitalità nel proprio maso in due bellissimi appartamenti e, per chi vi soggiorna, organizza sempre delle attività da fare al maso o nel territorio. Insieme alle “Contadine creative”, un gruppo cooperativo che ha fondato con altre colleghe, propone regolarmente passeggiate con le fiaccole al chiaro di luna, degustazioni di vino e specialità della cucina sudtirolese insieme agli ospiti, come lo strudel di mele o i canederli. Ulrike tiene molto alle tradizioni e alle usanze e qualche volta, quando riesce a trovare il tempo di farlo, in occasione delle grigliate estive o nelle sere d’autunno in cui si arrostiscono le castagne, si siede a tavola insieme ai suoi ospiti. “Sono felice di poter vivere in un maso come questo. Mi godo la tranquillità che c’è quassù”, afferma serena Ulrike.

CONDIVIDI