Da Milano alla Sierra Leone in bici: una missione per l’Africa

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Partire da Milano e arrivare fino in Sierra Leone. Pedalando, vuole dare visibilità a chi in Africa lavora per gli altri....

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Da pochi giorni è in pensione Roberto Peia e, a 67 anni suonati, sta iniziando un viaggio, in bicicletta e in autosufficienza: partire da Milano e arrivare fino in Sierra Leone.
Pedalando, vuole dare visibilità a chi in Africa lavora per gli altri. Invitando tutti a sostenerlo con una donazione, questo il racconto della sua avventura.

Sono andato in pensione… e allora vado in bici in Africa, anche per beneficienza

Sono Roberto Peia, ex giornalista e scrittore, ora da pochi mesi in pensione e, a 67 anni suonati, vorrei intraprendere un viaggio, in bicicletta e a cui sto pensando da tempo: partire da Milano e arrivare fino in Sierra Leone.
Pedalerò per tutta la costa mediterranea della Francia e della Spagna.
Poi mi imbarcherò per il Marocco e continuerò sulla costa atlantica per giungere finalmente a Freetown, dove c’è il primo degli ospedali di MEDICI CON L’AFRICA CUAMM: da qui lascerò la costa e partirò per l’interno del paese e farò un giro di circa altri 1000 km per visitare, e raccontare, gli altri 5 ospedali del CUAMM.

Il mio viaggio, oltre a motivazioni di carattere personale, ne ha anche qualcuna di carattere umanitario e perciò mi piacerebbe che il mio pedalare fosse utile non solo a me, ma anche ad altri: per questo vorrei dare visibilità (e far arrivare anche qualche donazione) a tre associazioni.

La prima è, appunto,  Medici con l’Africa Cuamm che dal 1950 opera in Africa dove ha costruito ospedali, centri salute e dispensari, formato medici, infermieri, tecnici e inviato più di 2.000 medici e operatori (tra cui anche mio figlio, pediatra, che ho raggiunto in Tanzania anni fa e che mi ha dato modo di constatare la serietà con cui lavora questa associazione).

La seconda è Senegol nata a Milano che si adopera per migliorare le condizioni di vita dell’infanzia in Italia e in Senegal riconoscendo allo sport un ruolo importante per il benessere psicofisico di bambini e adolescenti

La terza è World Bicycle Relief  la ONG che dona biciclette, in molti paesi africani, a infermiere, maestre e a chi ne ha bisogno.

Ad oggi ho ottenuto la sponsorizzazione di diverse e prestigiose aziende ed ho il supporto di amici, riviste ed ex colleghi giornalisti. 

Per raccontare il mio viaggio, oltre alla mia pagina Facebook,  ho aperto il sito  www.peiapedala.it dove è possibile vedere chi sono, seguire il mio diario di viaggio e, soprattutto, fare delle donazioni.

Data partenza: 17 settembre 2022, per la prima tappa di circa 80 chilometri con una piccola carovana di amici e ciclisti fino alla Cooperativa Valli Unite, a Costa Vescovato.

Ecco a grandi linee il percorso che mi sono immaginato: partenza da casa mia, San Donato milanese, presumibilmente il 17 settembre (state allerta che poi vi diremo esattamente ).

Ci sono già alcuni amici, tipo i ragazzi della Fulgenzio Tacconi che mi accompagneranno per la prima tappa che sarà alla cooperativa Valli unite a Costa Vescovato, nei luoghi di Serse e Fausto Coppi dove siamo stati diverse volte per la nostra coppa Tacconi. Il posto è molto bello c’è un campeggio e quindi chi vorrà aggregarsi alla carovana potrà venire in bici, in moto, in macchina come vuole. Faremo un pò di festa la sera e poi il giorno dopo ripartirò.

Scenderò verso la Liguria e poi lungo tutta la costa del Mediterraneo in Francia e in Spagna , dove mi imbarcherò per il Marocco e poi scenderò giù lungo tutta la costa atlantica.

Arrivato in Senegal (dove spero di essere raggiunto dall’amico Tommaso Goisis di Senegol) lo attraverserò trasversalmente da nord-ovest a sud-est fin quasi al confine con il Mali, passando dalla regione di Kedougou, entrerò in Guinea Conakry.

Per tornare quindi sulla costa atlantica scenderò poi fino a Freetown, la capitale della Sierra Leone, dove c’è il primo ospedale del Cuamm; lì mi fermerò qualche giorno e poi partirò per fare un anello di circa altri 1000 km per visitare gli altri cinque ospedali sempre di Medici con l’Africa per fare un reportage sulle situazioni che troverò: racconterò le persone che lavorano per questa associazione, i loro problemi e spero quindi di dare loro visibilità e che voi apriate il portafogli o facciate brillare la carta di credito

L’itinerario di viaggio:

Roberto Peia all’opera:

Amo viaggiare in luoghi dove non vanno in troppi, amo la montagna ed il mare, nuoto e volo volentieri, e scatto foto a quello che mi piace ricordare. Viaggio leggero, cammino tanto, e preferisco mete poco turistiche, e posti lontani dalla civiltà. Cerco luoghi nascosti, spiagge incontaminate, e percorsi alternativi, amo immergermi e andare a vela, i cavalli e tutti quegli sport che non inquinano. Il mio luogo ideale sono i parchi nazionali.

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