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Tenuta Boschiva Protetta del Principato di Valboscosa
La Tenuta di Montaldo di Mezzana non è un parco.…
La Tenuta di Montaldo di Mezzana è un'area boschiva prealpina piemontese gestita dal Principato di Valboscosa, associazione culturale con sede a Valdilana (BI). La tenuta è mantenuta allo stato brado, senza disboscamento né coltivazioni intensive, con l'obiettivo di riportare il bosco alla sua composizione originaria attraverso la sostituzione della silvicoltura industriale con specie autoctone a radicazione profonda. Aperta alla visita libera per i sostenitori del progetto....
Ambientazione: Montagna
Adatto per: Famiglie, Coppie, Single, Gruppi, Sportivi
Servizi: attività didattiche;
Mobilità: parcheggio
Altri servizi: per tutti i servizi non elencati chiedere a info@valboscosa.com
Periodo di apertura: da gennaio a dicembre tempo meteo permettendo
La Tenuta di Montaldo di Mezzana non è un parco.
È un bosco vero. Selvatico, irregolare, con i suoi ritmi e le sue regole. Un posto dove la natura non è stata pettinata per compiacere il visitatore, ma lasciata libera di fare quello che sa fare meglio: crescere, espandersi, recuperare spazio.
Siamo nelle Prealpi biellesi, a pochi chilometri da Valdilana, in un territorio che conosce bene la forza dell’acqua. Le alluvioni che hanno colpito questa zona — dal giugno 2002 all’ottobre 2020, fino all’aprile 2025 quando la depressione “Hans” ha scaricato oltre 550 millimetri di pioggia in quarantotto ore — non sono solo emergenze meteorologiche. Sono il risultato di decenni di silvicoltura industriale che ha sostituito le radici profonde degli alberi autoctoni con impianti a crescita rapida, incapaci di tenere il suolo quando l’acqua arriva davvero.
Il Principato di Valboscosa ha scelto di partire da qui. Non dai comunicati stampa, non dai convegni. Dal bosco.
Un progetto di ristrutturazione idrogeologica, albero per albero
La tenuta è mantenuta allo stato brado. Nessun taglio commerciale, nessuna monocoltura, nessun intervento che forzi i tempi della natura. L’obiettivo è sostituire progressivamente le specie introdotte dall’industria forestale con quelle autoctone del bosco prealpino originario — querce, frassini, aceri campestri, tigli, ciliegi selvatici — a radicazione profonda, capaci di svolgere quella funzione idrogeologica che il bosco industriale ha perso nel tempo.
Radici che tengono il suolo. Chiome che rallentano la pioggia prima che tocchi terra. Sottobosco che assorbe l’acqua invece di lasciarla scorrere a valle. È questo il significato reale di bosco sano — non un’immagine romantica, ma un sistema funzionante.
Chi vive nella tenuta
La fauna non è stata reintrodotta. È arrivata da sola, perché l’ambiente glielo ha permesso.
I cinghiali attraversano i sentieri all’alba e al tramonto, spesso in gruppi familiari. I caprioli si muovono ai margini delle radure con quella leggerezza che sembra quasi incredibile. Le volpi osservano da distanza, curiose e diffidenti. E poi ci sono loro: una coppia di lupi che si sposta tra la pianura biellese e questi boschi, seguendo rotte che nessuno ha tracciato su una mappa.
Non è un pericolo. Ma è un incontro che richiede rispetto, attenzione e consapevolezza. Questo bosco non è addomesticato, e non ha intenzione di diventarlo.
Le visite
In considerazione della natura selvaggia dell’ambiente, le visite all’interno della proprietà sono preferibilmente guidate. Non per limitare l’esperienza, ma per viverla al meglio — sapere dove mettere i piedi, riconoscere i segni lasciati dalla fauna, capire cosa si sta attraversando.
I sostenitori del progetto ricevono un piccolo appezzamento di terreno intestato a proprio nome e possono accedere liberamente alla tenuta. Sul nostro sito è possibile adottare un piccolo terreno e ricevere un riconoscimento personalizzato a propria scelta tra quelli disponibili — un articolo da regalo molto particolare e gradito, ideale per chi vuole fare qualcosa di davvero originale e significativo. I sostenitori possono raggiungere il loro terreno con precisione millimetrica tramite webapp collegata a Google Maps, osservando nel tempo i progressi della rinaturalizzazione.
Un posto che cambia stagione dopo stagione, anno dopo anno. Lentamente, come dovrebbe essere.

Carlo Cozzetto è cresciuto nel paese dove nacque suo nonno materno, in un ambiente che ha segnato il suo rapporto con la natura fin da bambino. Un legame familiare con il territorio che ha radici profonde: il fratello di suo nonno era Maresciallo del Corpo Forestale, di stanza a Ivrea, a pochi chilometri da quella che sarebbe diventata la Tenuta Valboscosa. Dopo anni trascorsi a Milano, ha tagliato i ponti e scelto le Prealpi biellesi. Una decisione definitiva, non una vacanza. English Carlo Cozzetto grew up in the village where his maternal grandfather was born, in an environment that shaped his relationship with nature from childhood. A deep family connection to the land: his grandfather's brother was a Marshal of the Corpo Forestale, stationed in Ivrea, just a few kilometres from what would become the Tenuta Valboscosa. After years spent in Milan, he cut ties and chose the pre-Alpine hills of Biella. A definitive decision, not a holiday. Français Carlo Cozzetto a grandi dans le village natal de son grand-père maternel, dans un environnement qui a marqué son rapport à la nature dès l'enfance. Un lien familial profond avec le territoire : le frère de son grand-père était Maréchal du Corpo Forestale, en poste à Ivrée, à quelques kilomètres de ce qui allait devenir la Tenuta Valboscosa. Après des années passées à Milan, il a coupé les ponts et choisi les Préalpes biellaises. Une décision définitive, pas des vacances. Español Carlo Cozzetto creció en el pueblo donde nació su abuelo materno, en un entorno que marcó su relación con la naturaleza desde la infancia. Un vínculo familiar profondo con el territorio: el hermano de su abuelo era Mariscal del Corpo Forestale, destinado en Ivrea, a pocos kilómetros de lo que se convertiría en la Tenuta Valboscosa. Tras años en Milán, cortó los lazos y eligió las Prealpes de Biella. Una decisión definitiva, no unas vacaciones.