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Ecoturismo e Italia: turisti sempre più sensibili e attenti all’ambiente

Secondo l’ONU e il rapporto dell’IPBES circa un milione di specie animali e vegetali a causa dell’effetto serra rischiano di estinguersi. L’Italia è tra i Paesi in cui continua a crescere la sensibilità, anche dal punto di vista turistico, verso la tutela ambientale secondo la Fondazione Univerde

L’ecoturismo da pratica di turismo nelle aree verdi e naturali del nostro Pianeta sta  diventando certamente uno strumento di tutela e salvaguardia socio-ambientale, rispetto un sistema sempre più minacciato ed influenzato dal cambiamento climatico, che fino al 2050 comporterà sugli ecosistemi naturali ed umani gravi danni e scompensi.

Prime forme di ecoturismo possono essere rinvenute nei primi del ‘900, con l’istituzione in America dei primi parchi nazionali, di fruizione iniziale dell’entourage accademico e che alla passione scientifica e prime forme di tutela ambientale, hanno permesso di sviluppare nel corso degli anni ’50 e ’60 in primo luogo negli USA ed in Occidente, una prima forma di turismo e sensibilità ecologica.

Una prima definizione di ecoturismo però la si ha avuta nel 1998 con Ceballos-Lascurain che lo descriveva come una modalità di far turismo in aree naturali o relativamente indisturbate, affinché se ne studiassero ed ammirasse il paesaggio, la biodiversità ed ogni manifestazione culturale esistente.

Ufficialmente è però nel 2002 che nasce a livello internazionale la definizione di ecoturismo tramite l’azione delle Nazioni Unite, per cui il 2002  è stato dichiarato anno internazionale dell’ecoturismo.

Nel 2015 il TIES (The International Ecotourism Society) ha così definito l’ecoturismo: ‘viaggio responsabile verso aree naturali che preservano l’ambiente, sostengono il benessere della popolazione locale, implicando conoscenza e educazione’. 

E’ indubbio che anche nella pratica turistica si debba ricercare una sostenibilità a 360 gradi e che l’ecoturismo possa esser certamente una chiave di volta indirizzata nella concretizzazione della stessa ed al raggiungimento dei 17 macro-obiettivi della Millenium Development Goals.

Concentrandoci nel dettaglio sul nostro Paese secondo il 9° rapporto della Fondazione Univerde ‘Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo”, che ha avuto come focus principale quello sulla riduzione della plastica, sempre più turisti italiani cercano di ridurre il proprio impatto ambientale, rispetto al passato.

Circa il 62% degli intervistati è attratto nel fare turismo da natura e paesaggi e secondo i rilevamenti del rapporto nei prossimi 10 anni la sensibilità per il turismo sostenibile e l’ecoturismo, crescerà per il 68% degli italiani (+5% rispetto alla scorsa rilevazione). Inoltre prima di far vacanza e soggiornare in una struttura ricettiva il 44% degli italiani  (+3% stando alla media 2011-18) si documenta sull’attenzione che queste strutture hanno per l’ambiente. I turisti sostenibili sono attenti anche ai servizi offerti: dai menù biologici o a km 0 (37%), all’effettuazione della  raccolta differenziata (circa 37%), ad una proposta di escursioni ecoturistiche (16%), alla possibilità di noleggiare o ricaricare auto elettriche o ibride (14%).
Per quanto riguarda la definizione di ecoturismo il 68% degli intervistati (+4% rispetto alla scorsa ricerca) afferma essere una ‘forma di turismo che rispetta l’ambiente, le popolazioni locali e valorizza le risorse naturali e storico culturali di un territorio’. Riguardo la riduzione o la completa eliminazione di plastica all’interno di strutture ricettive e servizi annessi  ben Il 94% sarebbe favorevole all’utilizzo di materiale in vetro, in alternativa alla plastica monouso; l’85% preferirebbe l’uso di materiali in bioplastica o biodegradabili;

La stessa riduzione della plastica in Italia è stata indetta nel giugno del 2019 dall’azione di Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia, e di Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma e Vicepresidente vicario di Federalberghi Nazionale, in concomitanza alla direttiva europea affinché entro il 2021 si elimini la plastica monouso.  L’Italia stessa inoltre ad esser patria ad esempio dell’ICEA (Istituto Certificazione Etica e Ambientale) o dell’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) è per azione della stessa Legambiente, una lodevole promotrice di pratiche  turistiche sostenibili, affinché si rispettino gli stessi parametri stabiliti dall’UE attraverso l’Ecolabel che dal 2003 ha interessato anche le aziende di natura turistica.

Certamente questo assieme al rapporto della Fondazione Univerde va a confermare l’impegno del nostro Paese nella lotta al surriscaldamento ambientale, anche in termini turistici e che deve farci ben sperare per il nostro futuro.

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