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Giornata mondiale delle zone umide

Giornata mondiale delle zone umide

Il 2 febbraio è la Giornata mondiale delle zone umide, ricorrenza del giorno in cui, nel 1971, è stata firmata la Convenzione di Ramsar: un accordo internazionale che da allora ha permesso di identificare le più importanti aree umide del mondo.
Per zone umide si intende : stagni, paludi, torbiere, bacini naturali e artificiali permanenti con acqua stagnante o corrente dolce, salmastra o salata, aree marittime la cui profondità in condizioni di bassa marea non supera i sei metri.

Istituita nel 1997 per aumentare la consapevolezza sul valore delle zone umide per l’umanità e il pianeta, la manifestazione è cresciuta nel corso degli anni. Ogni anno, le agenzie governative, le organizzazioni non governative e gruppi di cittadini intraprendono azioni volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori e i benefici delle zone umide in generale e a diffondere la conoscenza della Convenzione di Ramsar in particolare.

Ogni anno viene selezionato un tema su cui focalizzare l’attenzione e contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore delle zone umide; i paesi organizzano una serie di eventi di sensibilizzazione come lezioni, seminari, passeggiate nella natura, concorsi artistici per bambini, gare, attività di pulizia, interviste radiofoniche e televisive, lettere ai giornali, oltre al lancio di nuove politiche sulle zone umide, istituzione di nuovi siti Ramsar e nuovi programmi a livello nazionale.

Eraa il 2 febbraio 1971 quando a Ramsar, in Iran, fu firmata da molti Paesi una Convenzione relativa alle Zone umide di importanza internazionale. Tanti gli appuntamenti in programma per sensibilizzare i cittadini. Il 12% delle specie animali totali, che diventano il 40% aggiungendo quelle vegetali, e quasi il 50% delle specie di uccelli presenti in Italia, sono legate alle zone umide. Perche’ creare una giornata dedicata e sensibilizzare su questo tema?

Pare che circa 2/3 delle zone umide d’Europa sono scomparse negli ultimi 50 anni e quelle che restano sono spesso degradate e a rischio di “sopravvivenza”. Ecco quanto e’ importante la loro tutela e sopravvivenza. Svolgono un ruolo importante nel mondo per le specie migratorie e per le numerose attività economiche che sostengono, come la pesca, il turismo e l’agricoltura. Svolgono inoltre un ruolo fondamentale per contrastare le alluvioni fungendo da casse di espansione.

In Italia queste aree sono 53 secondo l’elenco stilato dal ministero dell’Ambiente. Interessano ambienti e paesaggi molto significativi di 15 regioni tra laghi, torbiere, fiumi e foci, stagni, lagune, valli da pesca, litorali con acque marine costiere, e sono per la totalità inseriti anche nella rete Natura 2000 o in aree protette nazionali, regionali o locali.

Tanti gli eventi organizzati dal WWF,  Legambiente ha organizzato un week-end di escursioni nelle zone umide e attività con le scuole, il Cigno Verde mobilita i suoi circoli e le sue aree di Natura e Territorio, per far conoscere questi luoghi straordinari ma spesso sottovalutati, come il lago Fusaro in Campania, i pantani Longarini a Ragusa o l’oasi del Simeto a Catania in Sicilia, il lago Ariamacina sulla Sila in Calabria, la riserva naturale della Valle Cavanata in Friuli Venezia Giulia, il fiume Ombrone in provincia di Grosseto e la Riserva Naturale di Bosco Tanali a Bientina (PI), la riserva della Sentina nelle Marche a San Benedetto del Tronto, il parco nazionale del Circeo nel Lazio, la riserva regionale dei Calanchi a Montalbano Jonico e le rive del lago del Pertusillo a Grumento Nova in Basilicata.