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Ecco quello che devi sapere per vedere i gorilla in Ruanda!

Informazioni pratiche

Il Rwanda è un paese dell’Africa orientale, con capitale Kigali, confina a ovest con la Repubblica Democratica del Congo, a nord con l’Uganda, a est con la Tanzania e a sud con il Burundi. Sfortunatamente, il Ruanda non ha sbocchi sul mare.

Il territorio è prevalentemente montuoso, i cui rilievi hanno permesso la formazione della Rift Valley africana. La principale catena è quella dei monti Virunga al cui interno sono presenti diversi vulcani attivi.

Il Ruanda si trova nella fascia equatoriale, ma, grazie alla sua altitudine, presenta un clima temperato, considerato fra i più salubri dell’intero continente africano. La temperatura media è di 20 C. Le precipitazioni non sono molto abbondanti (fra i 1000 e i 1400 mm annui, con valori maggiori sui Virunga) e sono concentrate in due stagioni delle piogge (marzo-maggio e ottobre-dicembre). Solo occasionalmente il paese viene colpito da periodi di siccità.

La principale attrattiva naturale del Rwanda è rappresentata da quel 14% circa del territorio del paese facente parte dei due maggiori parchi nazionali del Paese, il più importante dei quali è il parco nazionale dell’Akagera, al confine con la Tanzania, di elevata importanza faunistica (vi si trovano tra l’altro elefantiippopotamicoccodrillileopardi e antilopi). Ma soprattutto il Parco Nazionale dei Vulcani (Monti Virunga) – una delle principali attrazioni turistiche del Ruanda – presso il quale si trovano ancora i rarissimi gorilla di montagna, a rischio – purtroppo -d’estinzione. Il Parco si estende su un’area 160sqkm nella parte settentrionale del Ruanda, più precisamente nella parte nordoccidentale ed è confinante con il parco nazionale Virunga (Congo RD) e il parco nazionale dei Gorilla di Mgahinga in Uganda. Ha una grande importanza scientifica, ambientale e turistica in quanto ospita una delle principali comunità di gorilla di montagna del mondo; fu tra l’altro proprio all’interno di questo parco che operò la celebre zoologa Dian Fossey.

Nel parco operarono sia George Schaller che Dian Fossey, i due naturalisti le cui ricerche sui gorilla di montagna rivoluzionarono le conoscenze scientifiche nel settore. La Fossey fondò fra i monti Karisimbi e Visoke il Karisoke Research Centre, che esiste tuttora. Alla Fossey viene attribuito il merito di aver salvato i gorilla dall’estinzione portando i danni creati dal bracconaggio all’attenzione dei media internazionali. La Fossey fu uccisa nel 1985, probabilmente dagli stessi bracconieri che aveva strenuamente combattuto, e fu sepolta nel parco, vicino al suo centro di ricerca accanto alla tomba di suo gorilla preferito chiamato Digit.

La prima area protetta da cui il parco si è sviluppato fu istituita nel 1925 allo scopo di proteggere i gorilla dai bracconieri; si trattava del primo parco nazionale dell’Africa, ed era costituita dal territorio compreso fra KarisimbiVisoke e Mikeno. Nel 1929 i confini del parco furono estesi nell’entroterra ruandese e nel Congo Belga. Con l’indipendenza del Congo RD e del Ruanda (rispettivamente nel 1960 e nel 1962) il parco venne diviso di conseguenza. Il governo del Ruanda decise di mantenere la propria parte del parco come area protetta nonostante la sovrappopolazione fosse uno dei problemi più critici del paese. L’area del parco venne tuttavia dimezzata nel 1969.

Il parco ha continuato a soffrire a causa dei bracconieri anche se gli sforzi di conservazione sono ancora in corso. Nei primi anni 1990, il parco è diventato un campo di battaglia per la guerra civile del Ruanda che ha paralizzato le attività turistiche fino al 1999. Nel 2005, nel tentativo di aumentare tour di conservazione e di gorilla in Parco Nazionale dei Vulcani, il Ruanda ha introdotto ‘Kwita Iziina’, una cerimonia che permette di dare il nome ad un cucciolo di gorilla appena nato. L’obiettivo principale della cerimonia è monitorare ogni singolo gorilla all’interno dei loro gruppi nel loro habitat naturale. E ‘stato creato come un mezzo per portare l’attenzione sia a livello locale e internazionale circa l’importanza di proteggere i gorilla di montagna e dei loro habitat nei Monti Virunga nel nord del paese.

All’interno dei confini del parco si trovano cinque degli otto vulcani dei monti Virunga: il Karisimbi, il Bisoke, il Muhabura, il Gahinga e il Sabyinyo. La vegetazione del parco è prevalentemente costituita da foresta pluviale e bambù, che sono alla base della dieta vegetariana dei gorilla di montagna. Essi sono ad elevatissimo rischio di estinzione, essendo ridotti a meno di mille individui suddivisi in due popolazioni di cui una parte nel Parco Nazionale dei vulcani.

Altri mammiferi presenti nel parco includono il cercopiteco dorato, il cefalofo nero, il bufalo, la iena maculata e il tragelafo striato. Sono state classificate nel parco 178 specie di uccelli, fra cui almeno 13 specie e 16 sottospecie endemiche dei monti Virunga e Ruwenzori.

A causa della vicinanza al confine, viene spesso incluso come meta anche degli itinerari turistici in Uganda, anche se il parco è più facilmente raggiungibile dal Ruanda.

Le attività turistiche del parco, gestite dall’ente del turismo ruandese ORPTN, includono:

  • visite guidate ai gorilla: nel parco ci sono quattro comunità di gorilla abituate alla presenza dell’uomo e che quindi possono essere avvicinate. Sono ammessi solo 85 visitatori al giorno, che possono restare con i gorilla per un’ora dal momento dell’avvistamento
  • trekking sul vulcano Karisimbi
  • trekking sul vulcano Bisoke
  • tour dei laghi e delle grotte
  • visita alla tomba di Dian Fossey
  • Kigali Genocide Memorial
  • Trekking Golden Monkey

La maggior parte degli introiti ricavati dal turismo nel parco vengono impiegati nella preservazione dell’ambiente del parco stesso, o a progetti di supporto per le comunità rurali dell’area (circa il 10%). Inoltre, il parco è più facilmente raggiungibile, con volo su Kigali e solo 3 ore di jeep, rispetto a quello ugandese.

Un’altra area di notevole interesse naturalistico e ambientale è quella della foresta equatoriale di Niungwe posta nel sud del Paese, al confine con il Burundi, a sud, e col lago Kivu e la repubblica Democratica del Congo a ovest. La foresta pluviale di Niungwe è probabilmente la foresta equatoriale di montagna meglio conservata di tutta l’Africa Centrale. È posta a spartiacque tra il bacino fluviale del fiume Congo, a ovest, e quello del fiume Nilo a est. Dal versante est della foresta di Niungwe scaturisce, inoltre, uno dei rami sorgenti del Nilo. La foresta presenta un particolare interesse faunistico per la presenza di nutrite colonie di scimpanzé e di Colobi dell’Angola, questi ultimi ormai estinti in Angola per l’intensa caccia alla quale sono stati sottoposti.

Quando andare

Il Rwanda gode di un clima tropicale gradevole, piacevolmente caldo tutto l’anno con notti fresche a causa dell’altitudine. C’è poca fluttuazione di temperatura durante l’arco dell’anno, con temperature diurne che si aggirano tra i 25°C e i 30°C, mentre sulle regioni montuose variano dai 12°C ai 15°C. Le piogge si presentano da metà ottobre a metà dicembre e con più intensità da metà marzo a metà maggio, soprattutto sulle montagne. La stagione secca, che di divide in lunga e breve, va rispettivamente da metà maggio a metà ottobre e da metà dicembre a metà marzo. I rovesci sono più frequenti e più abbondanti nella parte nord-orientale del Paese, dove i vulcani sono ricoperti dalla foresta pluviale. La stagione secca, da giugno a settembre in particolare, è il periodo migliore per il tracking dei gorilla nel Volcanoes National Park, mentre la stagione delle piogge è migliore per il tracking degli scimpanzé nel Nyungwe Forest National Park.

Come arrivare

Kigali, capitale del Ruanda, non è collegata con voli diretti da nessuna compagnia aerea ma solo con scali dalla maggior parte delle compagnie europee, Asia, Medio ed estremo oriente, etc. L’Aeroporto Internazionale di Kigali, dotato di tre terminal ed una sola pista d’atterraggio, è militare ma normalmente aperto al traffico civile, è gestito dal Rwanda Civil Aviation Authority, l’organo governativo responsabile della gestione dell’aviazione civile del Ruanda, ed è aperto al traffico commerciale.

Una volta arrivati a Kigali ci vogliono circa 2/3 ore di jeep su strada sterrata e non per raggiungere il piccolo villaggio chiamato Musanze precedentemente noto come Ruhengeri.

Cosa fare

L’attrattiva principale è sicuramente costituita dal trekking per l’avvistamento dei gorilla di montagna, ma anche dalle escursioni verso i laghi. Il consiglio è di organizzare con molto anticipo dall’Italia con un agenzia specializzata in questo tipo di escursioni.

 

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