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Consigli di viaggio per il Marocco: come goderselo al meglio

Siamo stati per una settimana in Marocco fuori dalle tratte comuni e alla scoperta dei lati nascosti del marocco.

Abbiamo avuto modo di scoprire alcune delle mete in cui portano i nostri viaggiatori, provare i resort e l’offerta turistica e farci un’idea di quali emozioni e quali scorci potranno scoprire viaggiando con noi.
Ovviamente non ci siamo andati da turisti: in una settimana abbiamo provato le esperienze e le situazioni che il turista tradizionale vive in almeno due. Il che ci ha consentito di vedere tantissime cose percorrendo gli oltre 2.400 chilometri che abbiamo percorso.

Prima di immergervi nei panorami mozzafiato e portarvi per mano e a piedi nudi nel cuore del deserto dell’Erg Chegaga tiro alcune mie personali conclusioni sul perché vale la pena visitare il Marocco e perché è un buon momento questo in particolare.

La sicurezza: partiamo da quella stradale

La prima cosa che ti fa capire se un paese è sicuro sono i controlli. Apprezzo che ogni tanto qualcuno fermi la carovana su cui viaggio per chiedermi cosa faccio da quelle parti e per essere sicuro che non sia un pericolo. Il primo (degli svariati) fermi che abbiamo avuto è stato a meno di 300 chilometri dalla partenza. La polizia, serie e sempre impettita, si lascia andare in un minuto quando capisce che sei un turista, e molti hanno parenti o amici in Italia, e anche le soste per i controlli sono lo spunto per chiacchierate e scambi di battute.

Il mio consiglio è di andarci con una delle nostre guide: non solo i mezzi sono certamente adatti a qualsiasi tipo di terreno, ma di certo non vi dovrete preoccupare della velocità. Per quanto si vedano mezzi sovraccarichi, auto su due ruote in contromano e il rispetto del codice possa apparire del tutto superfluo NON dovete MAI superare i limiti di velocità. Abbiamo guidato a turno e, nonostante un’estrema attenzione al codice abbiamo avuto il piacere tutti e tre di confrontarci con il loro cortese personale sulla nostra velocità di crociera. Fortunatamente la multa (una su tre ci è stata affibbiata) non supera i 25 €, nel nostro caso (6 Km/h oltre il limite dei 59) solo 15.
Gli autisti sanno muoversi, stanno nei limiti e (soprattutto) sanno dove possono esserci i controlli.

Come andarci:

Ryanair offre tariffe assolutamente concorrenziali: con 130 € compreso il bagaglio stiva da 40kg è possibile raggiungere Marrakech in tre ore. Seguendo le offerte e le proposte dei vari vettori è possibile spendere anche meno.

La sicurezza personale:

Ho viaggiato in compagnia di due redattrici donne in un paese dove le donne sono coperte col velo e si vedono di rado. Contrariamente ad altri paesi non c’è mai stato un momento di tensione o di fastidio da parte dei locali, nemmeno quando ci siamo spinti nelle zone non turistiche e poco battute dalle stesse forze dell’ordine. Ci siamo persi, a causa di un errore del GPS (che non poteva sapere del ponte crollato la settimana prima alla fine dei 60 chilometri di sterrato che ci ha fatto percorrere con un van…) e siamo arrivati affamati, stravolti e storditi in un paese nel nulla in cui non si era mai visto un turista: l’unica cosa di cui ho avuto davvero paura era che non ci lasciassero più andare! In pochi minuti la nostra presenza ha risvegliato prima la casa dove ci eravamo fermati (con strilla di donna che si sentivano dalla cucina, stavano urlando di preparare il té e le frittelle agli ospiti) e pian piano mezzo paese. Fino all’arrivo degli uomini, nel buio della strada senza una macchina, che sono accorsi a spiegarci la strada nascosta per raggiungere, a solo 10 chilometri, la statale che stavamo cercando.

Da una situazione che in altri paesi potrebbe definirsi pericolosa ne siamo usciti riscaldati (era ormai buio pesto e freddo), rifocillati (eravamo in macchina dalle tre di pomeriggio) e a nostro agio come dopo una visita a dei lontani parenti che non si incontrano da tempo. Il Marocco è una culla e i marocchini si impegnano a muoverla lentamente e con calma, facendoti godere l’esperienza al meglio.

Ecco, questo è stato un valore che ho percepito e sentito da subito: l’accoglienza. Quella che fiotta nelle vene come un istinto, quella che probabilmente ai loro nonni o ai nonni dei loro nonni veniva a galla quando vedevano avvicinarsi un cammello e un viaggiatore stanco dopo ore di deserto. E i marocchini, ognuno con la sua sfacettatura, sono così, sempre con un sorriso e con la soluzione ad ogni problema: inshallah

Il Marocco e la droga:

Molti viaggiatori battono queste mete perché il consumo di droghe leggere è abbastanza diffuso e non particolarmente osteggiato dalle forze dell’ordine, tolleranti in materia di consumo. Il che non deve trarre in inganno: anche se vi offriranno più marijuana e hashish praticamente ad ogni angolo acquistare sostanze stupefacenti è vietato e i controlli di polizia sono frequenti. Rispondete con cortesia “no grazie” (per quanto gentili e sorridenti quelli che vendono sono certamente gli ultimi con cui intrattenersi o litigare) e non fermatevi se iniziano a divagare su da dove venite o come vi chiamate. Sono tutte scuse per cercare di vendervi stupefacenti, esattamente come fanno per attirarvi a cena nel loro ristorante (o quello del cugino) o nel negozio del loro amico. Sono commercianti, e qui si passa dalla zona dei surfisti alle oasi nascoste e difficilmente raggiungibili del deserto, territori dove questo mercato è evidentemente radicato. Lo confermano i controlli ai bagagli (l’unica domanda che mi hanno fatto è stata “hashish??”, ero così abituato a quella domanda che stavo per rispondere “no grazie” anche al poliziotti della dogana)

Attento a chi fotografi:

Ci sono vari motivi, che vanno dalla teoria che le foto rubano l’anima alla volontà di non essere mai fotografati a volto scoperto di molti Tuareg, al pudore delle donne che non gradiscono essere fotografate. Tutti motivi per i quali prima di scattare una foto è sempre meglio fare un cenno e chiedere il permesso, e se si scatta senza volere qualcuno che non gradisce è opportuno scusarsi e chiedere se cancellare la foto.
Al contrario c’è chi si entusiasma per essere il soggetto del vostro scatto e vi ringrazia o vi lascia la sua mail per averne una copia. E’ un popolo riservato, educato ma socievole,
Quando siete nelle piazze e nei centri turistici invece la maggior parte di chi volete fotografare ha un prezzo: tenetevi sempre in tasca qualche spicciolo per le mance.

Quanto costa mangiare e dove mangiare?

Il Marocco è una soluzione che fa felice ogni italiano. Puoi scegliere. Con una spesa media di 30 € puoi tranquillamente entrare in un elegante ristorante con i bicchieri di cristallo e i menù di cucina innovativa e sperimentale, o con 10 € sederti a mangiare street food accompagnato da chiacchierate con i locali e dagli odori e i sapori del Marocco.

In generale mangiare costa poco, e ovviamente conviene sempre chiedere qualche dritta o consultare google prima di entrare in un locale.
Il vino è abbastanza difficile da trovare, la birra è un pò più facile. Nei centri più grandi esistono sempre locali che servono alcolici e superacolici, ma a loro stessa ammissione i prodotti sono di bassa qualità e l’unica grappa che vale la pena bere pare essere il loro moonshine

Come muoversi e a chi affidarsi:

Le strade sono in buone condizioni (le arterie principali) e un grosso investimento sta toccando buona parte del paese: allargamenti di carreggiata e modifiche migliorative sono in corso un po’ ovunque. E’ possibile affittare una macchina ma, sia viaggiando in coppia che, soprattutto, viaggiando in gruppo) è molto meglio rivolgersi ad un operatore per avere un autista e una jeep all’arrivo che vi porti alle varie destinazioni.

Le strade sono belle ma il traffico non è per tutti gli autisti: improvvisi cambi di corsia, animali in carreggiata, pedoni che attraversano sono una costante che obbliga ad una guida vigile e attenta. Per godersi appieno l’esperienza è tutta fatica evitabile. Ovviamente se si vuole andare nel deserto è obbligatorio avvalersi di una guida locale, Discover Marocco è nata proprio per creare esperienze personalizzate che garantiscono il massimo del relax e zero  stress .

Cosa comprare e dove comprare:

A parte le grandi città, dove la produzione industriale è padrona e lascia poco spazio al dettaglio, in ogni paese e territorio incontrerete delle produzioni locali specifiche, che vanno dalla lavorazione dell’argento alle terrecotte e i prodotti della terra.
Visitando i territori verrete guidati non solo nei negozi colorati e profumati carichi di centinaia di migliaia di prodotti: l’occasione è spesso la scusa per portarvi a scoprire il processo produttivo manuale e con tecnologie antiche e tradizionali che porta alla creazione del prodotto, assaporando così quel profumo e quel sapore di antico che sta dietro a una tazzina o a un portacenere.

Scegliete i produttori e i piccoli commercianti, quelli che vendono ciò che hanno lavorato e prodotto con le loro mani e secondo le loro tradizioni. 

Mi sono innamorato dell’argento e delle minuziose lavorazioni che arrivano dal cuore del deserto o da piccoli paesi che hanno fatto di questa materia la loro tradizione. Cercate i piccoli commercianti, quelli che hanno poco più di uno straccio per terra pieno di gioiello o una piccola bottega in una via secondaria. Sedetevi con loro a parlare e bere un té, fatevi raccontare la storia e la provenienza dell’oggetto che vi piace e immergetevi nella storia che c’è dietro.

I prodotti locali:

I mercati hanno un prodotto per ogni cosa: dal non ben identificato Viagra del deserto (imperdibili le mogli che urlano ai mariti “caro guardaaaaaa” quando leggono il cartello) con cui farsi un té alle piante e cortecce.

E’ terra di zafferano e Argan, esistono centinaia di piante e prodotti locali, dalla corteccia di sandalo che toglie la puzza di tabacco da casa a medicinali come quello per il mal di gola, micro schegge di una menta concentrata così potente da togliere il fiato e da pulire dai microbi fino all’intestino.  Potete fermarvi nelle farmacia dei mercati e chiedere, discutere, provare, scoprire e spesso comprare prodotti di cui ignoravamo l’esistenza.

Vengoni impacchettati in appositi contenitori adatti ai controlli doganali e se acquistati direttamente dal produttore avete la certezza di prodotti privi di qualsiasi modifica o inquinamento esterno.
Sarete completamente sommersi da una coltre di colori, profumi e sapori, e avrete voglia di portarveli a casa e condividerli con gli amici. Zona per zona seguite i cartelli e acquistate dalle numerose e nuove cooperative di donne che stanno spuntando in tutto il paese, è un modo sia per aiutare l’economia che l’imprenditoria femminile in questo paese.

La mancia

Gli europei sono molto poco abituati alla mancia, ed è un male. La mancia garantisce sempre un servizio migliore e un modo per dire grazie ad un buon ristorante o a un cameriere parecchio attento. Non è come in America dove è quasi obbligatorio darla a tutti, anzi, bisogna mantenere la giusta moderazione ma, è di sicuro una attenzione molto ben gradita e ampiamente ricambiata da chi la riceve.

Non date mance o soldi ai bambini per nessun motivo: per evitare che si abituino a spremere i turisti non andando così a scuola sono gli stessi locali a suggerirlo, ed è una giusta attenzione. Non ne vedrete tantissimi, quelli che ci sono devono capire che non è un modo per sostenersi e tornare a studiare, ed è molto meglio darla ad una donna che chiede la carità che a un ragazzino che cerca una via più facile.

Unica difficoltà: il linguaggio

Il mio viaggio era in veste di reporter alla scoperta di un territorio, e sotto la guida di Thela, la responsabile di Discovermarocco. Questo ha garantito che le comunicazioni (sia coi locali che con le forze dell’ordine) avvenissero in modo utile e costruttivo. Detto che serve sapere (e bene) il francese (il mio inglese era del tutto inutile) cercare di esprimersi con la lingua sbagliata e il tono sbagliato al poliziotto che ti ha fermato per eccesso di velocità non è mai divertente.
Avere a bordo un interprete e, meglio ancora, una guida locale toglie un sacco di preoccupazioni, tipo quella di ripetere 8  volte “io andavo a 94 km/h” in inglese a qualcuno che mi dice in francese “lei andava a 94 km/h”. Ecco, su quello eravamo d’accordo, peccato che il limite fosse 80 😉

Che tipo di viaggiatore può apprezzare il Marocco?

Questo uno dei lati che più mi ha colpito del Marocco: non ha età. Passando dal deserto alla montagna, dall’oceano per i surfisti ai resort per gli anziani innamorati alla ricerca di scorci mozzafiato il Marocco è una meta adatta a tutti. Tolti i teenager (la necessità di avere un passaporto limita i minorenni a sceglierla come meta) è una meta adatta a una coppietta alla ricerca di emozioni, alla famiglia alla ricerca di storia, tradizioni e cibo buono, al gruppo di amici affiatati e appassionati di viaggi che vogliono scoprire una meta low cost e facile da raggiungere per provare emozioni a 360°

Lo sport

Se siete degli sportivi dentro, di quelli veri, di quelli che non hanno paura delle onde alte o delle dune del deserto, il Marocco fa per voi.
Tolti i tradizionali “non sport” (che vanno dal cammello ai cavalli) questo è territorio tutto da vivere per chi ama:

La moto: premesso che NON amo essere disturbato dal rombo dei motori sulle dune del deserto non posso non ammettere di aver avuto una voglia quasi primordiale di salire in sella e spalancare il gas giù per le dune. Ricordavano il giochino di moto di microsoft con cui ho passato serate, sognando di sfrecciare in viaggio sulla mia due ruote…. Tolte le dune, roba da bikers estremi, le strade, gli scorci e la lunga strada che costeggia l’oceano sono mete ideali per un viaggio su due ruote e con tre bauletti.

Il vento e il mare: l’oceano è meta di surfer professionisti, le onde che ho visto sfidano quelle di Maui o di Big Island alle Hawaii, e kytesurf, surf, volo a vela sono molto diffusi un po’ su tutto il territorio. Canoa, Sup e  tutti gli sport acquatici possibili e immaginabili sono presenti e disponibili

Mountain Bike: altro sport tra quelli presenti e perfetti per il territorio, con la possibilità di spostarsi con treni e mezzi pubblici sul territorio

Parte da qui il racconto di viaggio alla scoperta degli odori, dei sapori e dei profumi del Marocco, emozioni che potrete rivivere viaggiando con noi e #discovermarocco alla scoperta dei segreti e dei misteri di questa terra fatta di matematica, di cultura e di tradizioni.

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