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E lungo il lago un Parco Zoo unico nel suo genere

Come ogni anno, con l’arrivo della Primavera si riaprono al pubblico anche le isole del golfo Borromeo. La romantica isoletta dei pescatori con le caratteristiche stradine e i localini tipici dove mangiare. La splendida Isola Bella con il famoso giardino all’italiana dove vivono i famosi pavoni bianchi, e dove si può visitare la ricca quadreria di Palazzo Borromeo. E infine l’isola Madre con il magnifico Palazzo e i lussureggianti giardini ricchi di rare essenze esotiche, dove girano liberi e indisturbati i pappagalli multicolori.

Un’altra riapertura molto attesa è quella del Parco di villa Pallavicino, proprio in fronte al Lago.

Villa Pallavicino fu costruita nella seconda metà dell’Ottocento circondata da un grande giardino all’inglese, esteso per oltre 15 ettari, dove tutt’oggi si alternano prati, arbusti e zone ricche di secolari alberi ad alto fusto. I marchesi Pallavicino, odierni proprietari, acquistarono la villa nel 1862 arricchendola ulteriormente con serre e viali che oggi si estendono per sette chilometri. Fiori esotici e rari con sgargianti colori ma soprattutto alberi come i secolari castani e lyriodendri, ritenuti tra i più antichi in Italia, i grandi faggi rossi, gli aceri, i larici, i ginko biloba, le monumentali sequoie, i platani e le candide e profumate magnolie, sono la caratteristica inconfondibile del luogo. Ma l’autentica attrazione resta il grandioso cedro del Libano posto nell’anfiteatro naturale di fronte alla villa. Tra i magnifici fiori emergono gli specchi d’acqua delle fontane e dei laghetti dove nuota il raro cigno nero. Non mancano fenicotteri rosa, cicogne da favola e anatroccoli in semilibertà. E a questo proposito è opportuno ricordare che Villa Pallavicino non è un vero e proprio zoo poiché la presenza degli animali è quasi naturale: essi si aggirano infatti in piena autonomia tra i boschi e corrono nei prati, al punto che i visitatori possono avvicinare e accarezzare i lama e le caprette tibetane e i bimbi possono osservare da vicino i timidi daini. I pavoni, liberi nei prati, si lasciano ammirare con le loro magnifiche ruote. Non mancano poi animali insoliti per le nostre latitudini quali il canguro, la lontra, la zebra, l’alpaka e, tra i volatili, il calao e i pappagalli equatoriali. Dedicata ai bambini, che sotto i sei anni sono ammessi gratuitamente, vi è un’area adibita a parco giochi con scivoli e altalene. Il tutto resterà accessibile ai turisti fino al 21 ottobre prossimo venturo. Ma le meraviglie non finiscono certo qui. Per tutte le giornate successive alla Pasqua ecco un calendario guida per orientarsi fra le numerose iniziative delle cittadine lacustri del Vergante.

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