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La Candelora, San Biagio e il panettone

La festa della Madonna Candelora si chiama così perché in quel giorno si benedicono le candele simboleggianti il “Cristo luce di tutte le genti”.

La denominazione popolare di “Candelora”, secondo altri, deriva invece dalla somiglianza del rito della benedizione delle candele con le antiche fiaccolate che già si facevano nei Lupercali, antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio.
La somiglianza tra questa festività pagana e quella cristiana non è solo nell’uso delle candele, ma soprattutto nell’idea della purificazione. La festa coincide infatti con quella della purificazione di Maria e della presentazione al tempio di Gesù 40 giorni dopo la nascita.
Secondo la legge ebraica ogni primogenito maschio era offerto a Dio e doveva essere riscattato con un sacrificio, mentre la donna doveva essere purificata dal sangue mestruale e l’impurità durava 40 giorni se il figlio era maschio e 66 giorni se era femmina. Ed è proprio quello che avvenne per Gesù che, essendo maschio, venne presentato al tempio il 2 febbraio, 40 giorni dopo la nascita, in concomitanza con la purificazione di sua madre. Durante il pontificato di papa Gelasio (492-496) ci fu l’abolizione l’abolizione dei Lupercali pagani che furono sostituiti definitivamente dalla festa cristiana della Candelora. Nel VI secolo Giustiniano la anticipò al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.

Strettamente legata a questa festa è quella di San Biagio che cade il giorno successivo, 3 febbraio, ed è particolarmente sentita a Milano perché legata al suo dolce tipico. Nel capoluogo meneghino, il giorno di san Biagio, si usa infatti fare colazione con una fetta di panettone avanzato dalle feste natalizie e il motivo è spiegato da questa leggenda.

Si narra che una contadina, durante le feste portò a benedire un panettone da un frate. Poi se ne dimenticò e il frate, dopo averlo benedetto, ne mangiò un boccone al giorno fino a finirlo, credendo che la donna ormai non sarebbe più tornata a reclamarlo. La donna invece se ne ricordò prorpio la mattina del 3 febbraio, festa di san Biagio, e corse dal frate che, mortificato, stava per dirle di averlo mangiato ma quando aprì l’involucro grande fu la meraviglia nel trovare un panettone integro e molto più grande di quello portato dalla donna. Il miracolo venne attribuito a San Biagio, protettore della gola, perché in vita aveva salvato un bimbo dal soffocamento causato da una lisca di pesce. E da quel giorno il 3 febbraio si festeggia mangiando il panettone e benedicendo i fedeli con l’imposizione sulla gola di due candele benedette il giorno della Candelora.

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