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Alle origini di Babbo Natale

Nel giorno di San Nicola, il 6 dicembre, Galleria Baroni apre i battenti a un’esposizione dedicata a questa figura agiografica diventata leggendaria e popolare, tanto da dare origine, attraverso la diffusione nell’Asia Minore, in Europa e perfino in America, all’odierno Santa Claus o Babbo Natale. La Galleria di via Madonnina ha scelto un “taglio” particolare di questa antica storia: le artistiche bottiglie in vetro per contenere la manna, il miracoloso liquido che esce dalla tomba del santo e che viene appunto raccolto e custodito in appositi contenitori. Dalla sua sepoltura nei pressi di Myra, la città in cui visse e morì, allora provincia dell’impero Romano d’Oriente e oggi nell’attuale Turchia, la tomba fu meta di pellegrinaggi, fino a quando le reliquie del santo non furono trafugate a Bari e a Venezia nell’XI secolo, rispettivamente nel 1087 e nel 1099-1100. La traslazione veneziana fu minore, costituita da frammenti  ossei minuti, ma tanto bastò a far nascere il culto di San Nicolò, che divenne protettore di alcune serie di arti e mestieri, fra cui i maestri vetrai muranesi. A Bari invece sorse la chiesa dedicata al santo, che divenne co-protettore della città. Gli esemplari della collezione Baroni sono una testimonianza di questo legame tra Bari e Venezia nella venerazione del santo, con 28 bottiglie muranesi dal secolo XVIII al XIX, dipinte da artigiani baresi con l’effigie di San Nicola e le scene di alcuni suoi famosi miracoli e tre coppie di bottiglie a forma di cuore, rivestite in preziosi tessuti, del XVIII secolo, che erano destinate come dono a coppie di sposi.

Potete leggere come San Nicola, da severo vescovo difensore del Vangelo e dell’ortodossia sia diventato l’icona del sorridente signore paffuto in abito rosso della Coca Cola nel nostro articolo “Da San Nicola a Babbo Natale con i vetri della manna”, dove sono raccontati i  miracoli che diedero vita a tante tradizioni natalizie ancora oggi in uso.

Dal 6 dicembre è possibile vedere questa unica collezione, che sarà illustrata dal professor Sergio Baroni in una serata alla fine di gennaio 2019.

La mostra rimarrà aperta fino alla fine di febbraio.

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